Nel mondo del giornalismo sportivo sono in tanti a ricordare l’operosità di gabriele viscomi, presente fisicamente su tutti i campi di gara qualsiasi. Ci ha lasciato nel 2014 nel cordoglio generale. Seguiva con passione e competenza volley, basket, calcio, pallanuoto, tennistavolo, pattinaggio. La sua assenza la si nota nel mondo sportivo del capoluogo, mancano le sue appassionate telecronache e radiocronache in diretta, la voce rauca che racconta la vittoria, quella a basso volume che commenta una sconfitta. Durante la settimana Viscomi forniva notizie “fresche” attraverso internet con il sito Parvapolis o conducendo trasmissioni specializzate nel settore sportivo attraverso Tele Lazio o Tele Etere. Il primo ricordo di Gabriele che mi viene in mente risale al giorno nel quale l’ho conosciuto. Era l’autunno del 1975. Noi dell’Associazione Basket Latina eravamo in piena preparazione in vista della prima giornata di campionato di serie B con la Viola Reggio Calabria, la squadra amatissima da Gabriele, nato sullo Stretto. Una sera, mentre facevamo allenamento, entrò un giovin signore – a noi sconosciuto – all’interno del pallone del Circolo Cittadino. Io e Luciano Marinelli ci guardammo in faccia, nessuno aveva mai visto quel tipo con tanto di biro e blocco per appunti. Qualche minuto dopo si avvicinò a noi allenatori il simpatico Giovannino Rinaldi – detto affettuosamente “Bucarillo” perchè bucava le tessere degli abbonati la domenica all’ingresso – e ci disse candidamente: “Viscomi è il mio insegnante di geografia all’istituto Galilei, è di Reggio Calabria”. Noi, spaventati del fatto che poteva venire a conoscenza dei nostri schemi di gioco, lo allontanammo con educazione. Lui capì con lo stesso garbo. La partita la vincemmo meritatamente con grande soddisfazione per aver superato una squadra fortissima.
Altro episodio che merita di essere raccontato riguarda la verace passione per lo sport di Gabriele. In una gelida serata del 1980 – durante i giorni tristi del terremoto in Irpinia – giocarono al palazzetto di via dei Mille, in serie C, Pallacanestro Latina e Cestistica Messina. A un certo punto della partita, il professore seduto in parterre contestò vivacemente la coppia arbitrale che – a suo dire – aveva danneggiato i nerazzurri, di cui era diventato accanito tifoso. La società del Messina fu poi multata di centomila lire perché “un isolato spettatore al seguito della squadra avversaria protestava contro la coppia arbitrale”. I due direttori di gara avevano sentito l’accento meridionale di Gabriele, scambiandolo per un supporter messinese. Furono in tanti, per giorni, a ridere su quel curioso episodio al bar Turi Rizzo, covo di cestisti incalliti.
Gabriele Viscomi era solito partire, in tandem con chi scrive, per Cesena dove giocava la Unicar, quintetto di basket femminile che vinceva scudetti tricolori e Coppe Campioni. In quel posto incantevole si era formata una vera e propria colonia di allenatori e giocatrici provenienti da Latina. Lui aveva sempre paura del freddo, ne era davvero terrorizzato, da uomo del Sud abituato al sole cocente. Durante un rigido inverno arrivammo sulla spiaggia di Cervia imbiancata di neve, Gabriele fuggì letteralmente, preferiva sicuramente la sua Reggio Calabria, almeno dal punto di vista atmosferico. Si trovava bene anche nella “folle” Romagna, tanto che non vedeva l’ora di tornarci, specialmente a Bertinoro dove si vive bene con qualità della vita invidiabile.
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