Giovan Lorenzo Bernini e la pittura del ‘600
Dipinti della Collezione Koelliker ad Ariccia

di Sergio Salvatori

A Palazzo Chigi ad Ariccia nel cuore dei Castelli Romani sono esposti i capolavori del Bernini, dipinti appartenenti ad una delle più rinomate collezioni private d’arte italiana al mondo. Fino al 18 maggio 2025 sarà possibile visitare la mostra, tra ritratti e studi di figura, che fanno parte della collezione del milanese Luigi Koelliker, infatti, sono di sua proprietà tutte le quarantacinque opere che si trovano nell’esposizione. Secondo le fonti storiche e i documenti archivistici, il sommo artefice aveva eseguito numerosi dipinti, non solo ritratti, ma anche quadri di soggetti allegorici in gran parte perduti. Dalla scultura, che costituisce il settore per il quale è maggiormente conosciuto, all’architettura, dalle arti decorative agli apparati effimeri, compresa la pittura, Giovan Lorenzo Bernini (Napoli 1598 – Roma 1680) è riuscito a lasciare una traccia di sé in tutte le espressioni delle arti figurative dell’epoca, sia in ambito europeo, sia soprattutto per la scuola romana di cui era protagonista assoluto.

L’esposizione, a cura di Francesco Petrucci, Conservatore di Palazzo Chigi e tra i massimi esperti del Barocco romano, vuole rendere omaggio ai tanti dipinti del Bernini, tra cui alcuni rari autografi, come: “Autoritratto mentre disegna”, “Ritratto del poeta Virginio Cesarini”, uno splendido “Levantino sdraiato” del 1648-50, probabilmente un facchino del porto di Civitavecchia, e un Cristo alla Colonna di caratteristiche tizianesche. In mostra anche una vasta selezione del Barocco romano, con numerosi capolavori di artisti italiani e stranieri che operarono a Roma nel XVII secolo. Nelle sale di Palazzo Chigi (che proprio da Bernini fu ristrutturato nel 1664-72), sono ospitate opere come Sansone che sbrana il leone di Giovanni Lanfranco, il Battesimo di Cristo di Pietro da Cortona, una sensuale Venere con il pomo d’oro di Andrea Sacchi proveniente dalla collezione Chigi ed un monumentale Eraclito e Democrito di Giovanni Domenico Cerrini, mai esposto al pubblico, proveniente dalle collezioni medicee. Gli allievi del Bernini o suoi collaboratori più stretti furono: Guglielmo Cortese detto “il Borgognone”, Giovan Battista Gaulli detto “il Baciccio”. Tra gli artisti presenti, infine, anche Pier Francesco Mola, Bernardino Mei, Giovan Battista Beinaschi e Girolamo Troppa.

Promozione con il contributo di: Fondazione BCC dei Castelli Romani e del Tuscolo, Fondazione Roma, Lubea, s.r.l.

Informazioni

Palazzo Chigi ad Ariccia – Piazza di Corte 14, Ariccia (Roma)
[email protected]
Telefono. 06.933.0053
web: www.palazzochigiariccia.it


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