Uno dei grandi intellettuali dell’era di Gutenberg, che ha posto domande, dalla giusta ottica, per l’era di Turing … È forse stato l’ultimo intellettuale dell’analogico. Luciano Floridi
Umberto Eco è stato un filosofo amico della tecnica e della tecnologia, un semiologo famoso con un raro dono di sintesi, un linguista, uno studioso del medioevo, un massmediologo e grande esperto della comunicazione, un umanista della modernità e un uomo del rinascimento, l’intellettuale più famoso d’Italia e uno dei più importanti al mondo, un giornalista raffinato e un polemista, un narratore e saggista, un romanziere di successo planetario, uno studioso geniale, un accademico e uomo erudito, noto per il suo sapere sconfinato, un grande comunicatore e ricercatore, uno storico dell’arte e autore di enciclopedie, un divulgatore e collezionista, un adoratore di fumetti, un bibliomane e bibliofilo eccezionale.
É stato un pensatore elitario e al contempo popolare, un illuminista indomito e precursore del postmodernismo; è stato, forse, l’ultimo intellettuale dell’analogico. Un essere umano onnivoro di conoscenza. Un uomo enciclopedico dai mille saperi e dalle infinte sfaccettature. Uno straordinario creatore di temi e formule (la nozione di Kitsch o di “guerriglia semiologica”) e di feticci culturali (come “industria culturale”). Un maestro innamorato del sapere capace di distinguere tra erudizione e cultura; per lui la cultura non esiste senza l’erudizione e questa non si trasforma necessariamente nella cultura. La sua vorace curiositas era insaziabile, aveva fame di storie e di avventure intellettuali.
Nel suo ampio spazio di studioso, ricercatore e intellettuale ha mostrato un costante interesse culturologico per «i sistemi e i modelli di cultura», della nostra epoca contemporanea. Nell’Autobiografia intellettuale Eco dichiara che potrebbe essere definito come «uno storico della cultura». Infatti nella sua immensa produzione filosofica, storica e letteraria ha pubblicato anche bellissimi volumi illustrati.
Storia della bellezza (2002)
Più volte Eco si è chiesto «cosa vuol dire bello?». I problemi dell’estetica lo hanno interessato fin dai tempi dell’università e lo mostra il titolo della sua tesi di laurea (Il problema estetico in Tommaso d’Aquino). In questo libro, fatto di immagini di capolavori di ogni epoca, ricostruisce le varie idee di Bellezza che si sono manifestate dalla Grecia antica fino ai nostri giorni. Il volume, corredato di bellissime immagini a colori e in bianco e nero, illustra il modo in cui si è variamente concepita nel corso dei secoli la Bellezza della natura, degli animali, dei copri umani, degli astri, della luce, delle pietre preziose e di Dio.
Attraverso le testimonianze e le riflessioni dei filosofi e scrittori, degli scienziati e artisti, dei mistici e teologi, Eco ha ricostruito come in epoche diverse, uomini semplici, umili ed emarginati hanno sentito e vissuto la Bellezza, nelle sue diverse forme: dipinti, sculture, edifici, poesia e musica.
Storia della bruttezza (2007)
In questo volume strettamente legato al precedente Eco, attraverso innumerevoli citazioni da opere letterarie e d’arte di tutti i tempi, ha raccontato la Storia della bruttezza non intesa come l’opposto della bellezza. Infatti, l’indagine estetica su ciò che è osceno, deforme, kitsch, perturbante e mostruoso, rivela molto di più di una semplice controstoria del bello. Le straordinarie illustrazioni del libro, di demoni, folli, morti e figure grottesche, mostrano come la percezione del brutto e dell’orrendo, dello spettrale e dello sgradevole, è strettamente legato al gusto dei tempi. Comunque la resa artistica del brutto, è in grado di sollecitare la nostra curiosità e accarezzare la nostra immaginazione senza offenderle, perché spesso ciò che disgusta attrae.
Vertigine della lista (2009)
Il libro ha come tema la lista, l’elenco, il catalogo, l’enumerazione e, come scrive l’autore nella Prefazione, nasce, fin dai tempi degli studi giovanili, dalla predilezione per le liste che ha utilizzato nel corso delle sue esplorazioni culturali e ricerche scientifiche. Le liste sono la prima e più elementare forma di organizzazione dell’informazione. Ci sono liste che hanno scopi pratici e sono finite come la lista di tutti i libri di una biblioteca, ma ve ne sono altre che suggeriscono grandezze innumerabili e che si arrestano incomplete ai confini dell’indefinito. Secondo l’autore la lista, come modalità espressiva nella storia della letteratura e delle arti figurative, è ricca di elenchi infiniti stesi per il gusto dell’enumerazione. Nelle pagine del saggio vi è una lista di immagini che fanno sentire al lettore la vertigine dell’illimitato.
Storia delle terre e dei luoghi leggendari (2013)
Le terre scandagliate e i luoghi leggendari proposti dall’autore sono per lo più noti a tutti, perché fanno ormai parte di un immaginario collettivo. La nostra immaginazione, infatti, è popolata da terre e luoghi mai esistititi, dalle capanne dei sette nani alle isole visitate da Gulliver. Questi luoghi sono nati dalla fantasia di uno scrittore o di un poeta.
Da sempre, fin dai tempi più antichi, uomini e donne hanno fantasticato sui luoghi ritenuti reali come Atlantide, le terre della regina di Saba, l’Eldorado, Iperborea … Alcuni di questi luoghi, effetto di finzione narrativa, hanno suscitato affascinanti leggende, hanno creato chimere, utopie, illusioni e flussi di credenze, hanno ispirato splendide rappresentazioni visive che sono presenti nel volume. Scrive Eco nella Prefazione: «É della realtà di queste illusioni che questo libro si occupa».
Sulle spalle dei giganti (2017)
Il libro, accompagnato da splendide immagini, da un ricercato apparato iconografico, raccoglie le lectio magistralis presentate dal 2001-2015, al festival de La Milanesiana. La prima lezione, Sulle spalle dei giganti, non illustrata, è posta come premessa del volume, e dà il senso della visione che l’autore ha dell’apporto dei classici alla contemporaneità e della missione dell’intellettuale.
Le altre lezioni accompagnate da diapositive, che trattano con un linguaggio affabile, gioioso e intriso di ironia, temi di filosofia, letteratura, estetica, etica e mass media, fanno parte dell’universo di studi e ricerche portati avanti da Eco, e costituiscono la quintessenza del suo pensiero e delle sue idee sulla storia, sull’arte, sulla narrativa e sulla bellezza: argomenti che più gli stavano a cuore.
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