“Gli Stati Uniti contro BILLIE HOLIDAY”, il film che descrive lo squallido e brutale accanimento di miserabili uomini deliranti su un genio della musica jazz e blues

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Titolo: Gli Stati Uniti contro BILLIE HOLIDAY

Titolo originale: The United States vs. Billie Holiday

Genere: biografico, drammatico

Regia: Lee Daniels

Soggetto: Johann Hari (dal libro Chasing the Scream, 1915)

Sceneggiatura: Suzan-Lori Parks

Musiche: Kris Bowers

Montaggio: Jay Rabinowitz

Produzione Paese: USA, 2021

Cast: Andra Day, Trevante Rhodes, Garrett Hedlund, Natasha Lyonne, Miss Lawrence, Da’Vine Joy Randoloh, Tyler James Williams, Tone Bell, Evan Ross, […]

Questo film è una disamina attenta sulla vita della cantante “negra” Billie Holiday (1915- 1959), la Lady Day che divenne il simbolo della lotta dei diritti dei “negri” soprattutto perché cantava Strange Fruit di Abel Meeropol. Questa canzone in pochi versi denunciava il linciaggio che la polizia esercitava sui “negri” e delineava con profonda amarezza il corpo di un “negro” – lo “strano frutto” – che impiccato penzolava da un albero: Southern trees bear a strange fruit,/blood on the leaves and blood at the root,/ black body swinging in the Southern breeze,/strange fruit hanging from the poplar trees. (Gli alberi del Sud danno uno strano frutto,/ sangue sulle foglie e sangue sulle radici,/ un corpo nero dondola nella brezza del Sud,/ strano frutto appeso agli alberi di pioppo). Era il 1937 quando venne presentato al Senato degli Stati Uniti un disegno di legge contro il linciaggio ma che purtroppo, in un territorio dove il razzismo imperava, non poteva essere approvato, e non lo fu.

Billie Holiday (Andra Day), a causa della sua burrascosa e infelice infanzia, che l’aveva vista stuprata all’età di dieci anni e respinta dalla madre che, da prostituta, la istigava a fare il suo stesso mestiere, divenuta celebre, esprimeva questa sua grande afflizione che non poteva sedare tant’è che le provocava irrefrenabile inquietudine. Billie, di conseguenza, entrava spesso in uno stato di profonda depressione che poteva superare, anche se momentaneamente, grazie all’uso della droga. La polizia, non potendola arrestare soltanto perché cantava Strange Fruit, canzone ritenuta per la società una minaccia molto pericolosa perché poteva fomentare rivolte cruente da parte dei “negri”, facendola spiare per coglierla in fragranza di reato, ravvisò nella droga il pretesto di poterla arrestare e farla condannare. E così avvenne, tant’è che la cantante si buscò un anno e un giorno di prigione. Billie Holiday, in un paese che si riteneva democratico, infatti, venne praticamente perseguitata e sorvegliata costantemente dalla Narcotici, che era capeggiata con accanita dovizia e spietata perfidia dal cinico agente Harry Anslinger (Garret Hedlund) che si avvalse, in un primo momento, delle informazioni puntuali di un infiltrato “negro” ambizioso e spregiudicato, l’agente Jimmy Fletcher (Trevante Rhodes), che si insinuò con il suo gentil fare e il colore della pelle nelle grazie della cantante.

Il regista Lee Daniels, anche lui nero, grazie ad un perfetto montaggio con documenti dell’epoca e con netto realismo, e avvalendosi di un’interpretazione eccellente di Andra Day, è riuscito ad esprimere il continuo travaglio interiore, la grande sensibilità, l’insanabile dolore, la persistente inquietudine, le contraddizioni e le debolezze drammatiche della cantante. E c’è riuscito anche grazie all’apporto di un coro di bravi attori. Tramite le continue trasfigurazioni e gli sviluppi ad esse connessi, coadiuvati proprio da un tematismo proliferante, il regista, inoltre, ha in modo implicito tracciato le cause che hanno fatto diventare Billie Holiday il simbolo della lotta al razzismo e dell’emancipazione degli afroamericani, inserendo tutta la storia nello spirito dell’epoca e della cultura imperante, senza trascurare il senso di appartenenza e i contrasti ideologici tra l’una parte (quella dei neri) e l’altra (quella dei bianchi) che tuttora permangono.

“Gli Stati Uniti contro BILLIE HOLIDAY” ha ottenuto, tra le candidature a diversi premi, la Candidatura per la migliore attrice ad Andra Day al Premio Oscar 2021 mentre ha ricevuto il Premio Migliore attrice in un film drammatico ad Andra Day al Golden Globe 2021.

Filmografia

Shadowboxer (2005), Precious (2009), The Paperboy (2012), The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca (2013)

Francesco Giuliano


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Giuliano Francesco, siciliano d’origine ma latinense d’adozione, ha una laurea magistrale in Chimica conseguita all’Università di Catania dopo la maturità classica presso il Liceo Gorgia di Lentini. Già docente di Chimica e Tecnologie Chimiche negli istituti statali, Supervisore di tirocinio e docente a contratto di Didattica della chimica presso la SSIS dell’Università RomaTre, cogliendo i “difetti” della scuola italiana, si fa fautore della Terza cultura, movimento internazionale che tende ad unificare la cultura umanistica con quella scientifica. È autore di diversi romanzi: I sassi di Kasmenai (Ed. Il foglio,2008), Come fumo nell’aria (Prospettiva ed.,2010), Il cercatore di tramonti (Ed. Il foglio,2011), L’intrepido alchimista (romanzo storico - Sensoinverso ed.,2014), Sulle ali dell’immaginazione (NarrativAracne, 2016, per il quale ottiene il Premio Internazionale Magna Grecia 2017), La ricerca (NarrativAracne – ContempoRagni,2018), Sul sentiero dell’origano selvatico (NarrativAracne – Ragno Riflesso, 2020). È anche autore di libri di poesie: M’accorsi d’amarti (2014), Quando bellezza m’appare (2015), Ragione e Sentimento (2016), Voglio lasciare traccia (2017), Tra albori e crepuscoli (2018), Parlar vorrei con te (2019), Migra il pensiero mio (2020), selezionati ed editi tutti dalla Libreria Editrice Urso. Pubblica recensioni di film e articoli scientifici in riviste cartacee CnS-La Chimica nella Scuola (SCI), in la Chimica e l’Industria (SCI) e in Scienze e Ricerche (A. I. L.). Membro del Comitato Scientifico del Primo Premio Nazionale di Editoria Universitaria, è anche componente della Giuria di Sala del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2018 e 2019/Giacarlo Dosi. Ha ricevuto il Premio Internazionale Magna Grecia 2017 (Letteratura scientifica) per il romanzo Sulle ali dell’immaginazione, Aracne – NarrativAracne (2016).