LATINA – «Ho visto morire mio fratello». Il racconto di Daniele e l’addio a Federico Salvagni, una vista spezzata troppo presto.. Una notte di Ferragosto trasformata in tragedia. Un attimo che ha spezzato per sempre la vita di una famiglia e lasciato senza parole un’intera comunità.

Il racconto del fratello

«Camminava davanti a me… poi ho sentito il botto e Federico è volato in aria».

Sono le parole strazianti di Daniele, 16 anni – raccontate al Corriere della Sera -, che ha visto morire il suo gemello. I due ragazzi stavano rientrando da una festa in spiaggia insieme a un amico. Sul rettilineo di via Terracina, a pochi metri dal residence dove alloggiavano, un’auto li ha travolti. Per Federico, colpito in pieno, non c’è stato nulla da fare.

Una vita spezzata

Per gli amici era “Sal”, uno studente brillante dell’Istituto tecnico Marconi di Latina, indirizzo Informatica e Telecomunicazioni. Un ragazzo sorridente, conosciuto per la sua gentilezza e la sua passione per la tecnologia. «Non bevevano, non facevano cose strane – racconta lo zio Andrea – erano due ragazzi d’oro. È assurdo morire così».

Il dolore della comunità

Lungo la strada dell’impatto, tra Terracina e il Circeo, sono comparsi mazzi di fiori e biglietti lasciati da chi lo ha conosciuto. Un piccolo altare spontaneo, simbolo di una ferita profonda.

«Erano passati da me poco prima – ricorda Mario, titolare di un bar della zona –. Ridevano e scherzavano. Hanno preso tre thè alla pesca. Non riesco a togliermi dalla testa quelle immagini».

Il pirata della strada

Il conducente dell’auto, fuggito senza prestare soccorso, è stato rintracciato dai carabinieri dopo poche ore. Si tratta di Gioacchino Sacco, 49enne originario di Cassino, già noto alle forze dell’ordine. Per lui l’accusa è di omicidio stradale aggravato dall’omissione di soccorso.

Un addio che lascia il vuoto

Federico lascia un fratello che ha condiviso con lui ogni istante di vita e una famiglia distrutta dal dolore. La città di Latina si stringe attorno ai genitori e a Daniele, rimasto illeso nell’incidente ma segnato per sempre. «Erano inseparabili – ripetono gli amici – e lo saranno per sempre, anche se la vita li ha divisi troppo presto».

 


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