I dipinti di Luigi Passeri nella Chiesa di Stella Maris

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Arte e fede tendono verso l’assoluto, cercano di esprimere l’ineffabile, di “costringere” l’infinito e l’eterno nello stampo della parola, della forma, dell’immagine, del suono

Gianfranco Ravasi

Non è la prima volta che rivolgo la mia affettuosa attenzione alla pregevole opera artistica del concittadino Luigi Passeri (1935-2017), definito, in altri interventi, «pittore del colore e della luce». Ho seguito sempre con vivo interesse e curiosità la ricca produzione pittorica dell’amico «cantore di Priverno» e del nostro territorio (Ninfa, Fossanova, Latina, Capoportiere …).

La sua poliedrica attività di artista si è manifestata in quadri di paesaggi, negli affreschi di luoghi sacri, nelle tele e pale d’altare, negli schizzi e bozzetti, nelle serigrafie e acqueforti, nelle nature morte e anche nei grandiosi dipinti di ispirazione religiosa.            In questi giorni dall’amico fraterno di Luigi, Edmondo Angelini, ho ricevuto in dono, molto gradito, la pubblicazione I dipinti di Luigi Passeri nella Chiesa di Stella Maris, edificio sacro benedetto da papa Giovanni Paolo II, un complesso architettonico, progettato dall’architetto Giuseppe Bove (iniziato nel 2007e terminato nel 2009),  che si trova a Capoportiere, Lido di Latina.

Ho avuto la fortuna di incontrare in corso d’opera e intervistare in questo tempio cristiano l’artista privernate proprio nel momento in cui era impegnato alacremente in questa opera di grande respiro religioso e spirituale. Come ha scritto il pontefice Pio XII, Luigi Passeri ha dimostrato, in questa grandiosa opera, con acutezza, intelligenza creativa e sensibilità estetica, che «la funzione dell’arte sta nell’infrangere il recinto angusto e angoscioso del finito, in cui l’uomo è immerso finché vive quaggiù, e nell’aprire come una finestra al suo spirito anelante verso l’infinito».

Per Passeri l’arte sacra, infatti, è stata da sempre vissuta come strumento privilegiato per ritrovare visioni, suoni e silenzi, per giungere così a intravedere qualcosa dell’invisibile e a intuire qualcosa dell’ineffabile.

L’arte per Luigi Passeri è stata una vera forma di conoscenza che può aiutare ogni essere umano, credente e non, a esplorare il mistero dell’esistenza umana. Infatti uno stretto rapporto tra arte e religione, nella sua articolata attività pittorica non è mai venuto meno. Come artista, nel tempo, ha continuato sempre a confrontarsi con il “sacro” alimentando un dialogo mai del tutto interrotto. Sua profonda convinzione è che la funzione dell’arte, in ogni epoca storica, è esprimere e rappresentare l’indicibile, cercare un senso al dolore dell’uomo e alla sua stessa esistenza.

Nella Prefazione  della pubblicazione il vescovo Mariano Crociata ha scritto: «Le opere d’arte svolgono una funzione qualificante in una chiesa. Un edificio sacro è, infatti, pensato e realizzato come spazio architettonico accogliente ed espressivo per l’assemblea ecclesiale a cui è destinato perché vi si possa raccogliere  […]. Tutto nello spazio di una chiesa concorre a dare forma al dialogo della fede orante; l’arredo, gli ornamenti, gli oggetti sacri, le statue, le pitture e i quadri. Nella chiesa parrocchiale di Stella Maris di Latina un servizio speciale svolgono in tal senso i dipinti di Luigi Passeri. Allo sguardo dell’osservatore anche più disattento, essi si sposano armonicamente con lo spazio interno della chiesa, ma anche con l’ambiente esterno che la circonda; essi emergono dalle pareti con tutta naturalezza, come manifestazione dello spazio sacro con i suoi significati e con le sue evocazioni religiose».

 I tratti salienti, come cifra artistica, dei  vari dipinti di Passeri sono la «luce spaesante» che illumina gli occhi e il cuore dei fedeli, e i colori freddi e caldi dalle pacate tonalità che concorrono a trasmettere sensazioni, emozioni e pensieri di pace, di serenità spirituale. Le figure umane dolci e tenere delineate nei vari dipinti e i paesaggi rappresentati sono caratterizzati da sfumature che predispongono al raccoglimento, alla contemplazione nella consapevolezza, come ha scritto il teologo e biblista  Alberto Maggi, che «La vera luce, quella che guida gli uomini, non giunge dall’esterno per illuminarli, ma nasce dall’intimo della persona».

Nel complesso pittorico della chiesa di Stella Maris nella marina di Latina, caratterizzato dalla meravigliosa pala d’altare (olio su tela), ove troneggia l’immagine di Maria, dalle singole stazioni della Via Crucis (dipinti ad olio) e dal dipinto (a olio) dedicato a San Pio da Pietrelcina, Luigi Passeri ha tradotto in stupefacenti immagini la sua spiccata creatività unitamente alla abilità tecnica, la sua capacità di rappresentare, in un rapporto armonico, emozioni e sentimenti di devozione insieme alle sue idee e convinzioni religiose, mostrando così di essere un vero artista «custode della bellezza», oltre che un testimone della fede.

 

 

 

 

 


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