Titolo: I profumi di Madame Walberg
Titolo originale: Les Parfurms
Regia: Grégory Magne
Sceneggiatura: Grégory Magne
Produzione Paese: Francia, 2019
Cast: Emmanuelle Devos, Grégory Montel, Gustave Kervern, Sergi Lòpez, Zélie Rixhon, Pauline Moulène, William Sciortino, Paul Jeanson, Jeanne Arènes, […]
I profumi di Madame Walberg, delicata e raffinata commedia diretta da Grégory Magne, è un film che nello srotolarsi riporta spontaneamente al pensiero del filosofo greco Eraclito (VI – V sec. a.C.) riguardo la “dottrina degli opposti”, l’enantiodromia, secondo la quale gli opposti si incontrano e si scontrano, ma nel contempo, si rendono conto che hanno bisogno vicendevole in quanto vivono solo l’uno in virtù dell’altro: si allontanano e si ravvicinano, ma nel frattempo si contaminano. Niente esisterebbe al mondo se per ogni cosa non ci fosse il suo opposto. In un frammento di Eraclito, infatti, c’è scritto: Ciò che si oppone è utile, e dalle cose che sono contrarie si crea la più bella armonia, e tutte le cose nascono secondo l’incontro e lo scontro. Esempi noti a tutti sono offerti dalle cariche elettriche di segno opposto o dai poli magnetici nord-sud, o dalla differenza di sesso maschio-femmina.
I profumi di Madame Walberg è un film semplice e singolare, con un ritmo ben equilibrato, che fa sorridere e, in alcuni tratti, come quello dell’incontro padre-figlia anche emozionare, grazie a due bravi attori, Emmanuelle Devos e Grégory Montel che indossano con abilità le vesti dei rispettivi personaggi, Anne Walberg e Guillaume Favre, rendendoli, pur con le loro fisime e le loro abitudini, reali, vivi, simpatici e coinvolgenti.
Anne Walberg, un’ottima creatrice di profumi, tra cui alcune fragranze famose, è una signorina solitaria, chiusa, meticolosa, a volte anche indisponente. Gli odori sono l’essenza della sua stessa esistenza, tant’è che riesce a percepire il profumo di ogni fiore, dell’erba fresca tagliata, della pietra umida, del legno antico,in definitiva di ogni cosa. A suo tempo, Anne entrò in crisi esistenziale in quanto fu affetta da anosmia, una malattia che comporta l’assenza o la diminuzione del senso dell’olfatto. Come se cervello e naso avessero perso la loro collaborazione come le diagnosticò il prof. Ballester (Sergi Lòpez), uno specialista di quella branca. Poi senza perdersi d’animo l’affezione le scomparve all’improvviso e tutto ritornò come prima.
Guillaume Favre è il suo autista, un uomo cordiale, schietto e brioso. Guillaume ha un cruccio per la testa in quanto, dopo aver divorziato, cerca una casa più grande per ottenere l’affido di sua figlia Lèa (Zélie Rixhon) di dieci anni. E ciò lo tiene legato al lavoro in maniera più sensibile. Anne e Guillaume, sono molto diversi tra loro, hanno caratteri opposti e, come già descritto, spesso si scontrano, litigano e poi rappacificano, quindi si contaminano entrando in chiara empatia, così come avviene tra i profumi. Va da sé che tra i due si instaurerà una profonda amicizia che li porterà a dare alla loro vita quel senso che non avevano.
Il film è stato presentato in anteprima al Festival Internazionale del Cinema di Saint-Jean-de-Luz 2019 ed ha ottenuto una nomination per Miglior attrice a Emmanuelle Devos, al Lumiere Awards 2021.
Filmografia: L’air de rien (2012).
Francesco Giuliano
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