Il 14 giugno 2024, si è tenuto presso la Sala Regina di Montecitorio il Convegno “Idrogeno Verde – Transizione sostenibile” di cui già ho anticipato il contenuto del dibattito nell’articolo: https://www.news-24.it/il-convegno-idrogeno-verde-transizione-sostenibile-del-14-giugno-presso-la-camera-dei-deputati-ha-la-finalita-di-comprendere-quale-sia-lorientamento-concreto-del-g/, al fine di sensibilizzare e coinvolgere l’istituzione politica chiamata a legiferare in materia di transizione sostenibile: la Camera dei Deputati.
Il dott. Franco Torchia, presidente A.I.S.T.A. (Associazione Italiana per lo Sport, il Turismo e l’Ambiernte), che ha introdotto e coordinato i lavori, ha specificato che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha disposto una serie di investimenti in tutto il Paese stanziando 3,64 miliardi di euro per la Ricerca, lo Sviluppo e la Produzione di Idrogeno verde e dei relativi bandi: – per la creazione di Hydrogen Valley in aree industriali dismesse, – per l’utilizzo dell’idrogeno nei settori industriali hard-to-abate, maggiormente inquinanti, – per la costruzione di stazioni di distribuzione per il trasporto (su gomma e ferrovia), i cui progetti dovranno essere completati entro la fine del 2026. L’Italia è ancora indietro rispetto all’Europa e al resto del mondo, per cui se il Governo intende investire sull’Idrogeno Verde ha l’obbligo di sostenere tutta la filiera al fine di rendere la transizione sostenibile. A seguire l’intervento del prof. Luigi Campanella, già Preside della Facoltà di SMFN dell’Università La Sapienza di Roma e già Presidente della Società Chimica Italiana, in qualità di esperto scientifico, ha puntualizzato che l’idrogeno, non essendo presente in natura libero allo stato elementare ma come componente dell’acqua (e di altri composti come gli idrocarburi) assieme all’ossigeno, viene estratto soprattutto dall’acqua, (o da altre sostanze), con metodologia elettrolitica: H2O (liquido) –> H2 (gas) + ½ O2(gas). Infatti, questa risultando al momento molto onerosa, e quindi fuori dalla produzione industriale, in quanto costa 7/8 euro per kg di acqua contro circa i 2 euro per kg del fossile, si richiedono senza dubbio dei passaggi tecnologici innovativi per abbassarne il costo tendente a 3 euro/kg, che è il costo dell’idrogeno grigio (detto così quello ottenuto dal metano e separato dal carbonio attraverso un processo chimico di reforming a vapore: steam reforming) o a 5 euro/kg che è il costo dell’idrogeno blu (ottenuto da fonti fossili con cattura e stoccaggio della CO2), tant’è che l’UE ha emesso la sua prima asta per l’idrogeno verde con un prezzo massimo di 4,5 euro/kg.
“Benché vi siano numerosi ostacoli alla diffusione dell’idrogeno su larga scala – continua il prof. Campanella – la tecnologia basata sull’idrogeno ha già conseguito importanti successi di realizzazione e di investimento che dovrebbero motivare azioni normative per l’approvazione di specifici regolamenti, come richiesto dagli stessi operatori. Le macchine a idrogeno basate sulle fuel cell” (pile a combustibile) nel 2050 dovrebbero superare 2,5 milioni di unità. L’idrogeno, a differenza dell’elettricità, è un combustibile pari alla benzina o al metano o al gpl e, come tale, può essere stoccato, trasportato in qualunque luogo e distribuito come un comune carburante. Per questo, si prevede che entro tre decenni esso possa sostituire anche in Italia oltre il 70% dei combustibili fossili attualmente in uso. E questa previsione è supportata dagli importanti successi ottenuti nel campo della ricerca e dell’innovazione sufficienti a trainare tutti gli imprenditori che ci credono. “Oggi l’idrogeno è utilizzato in diversi settori. – conclude il professore Campanella – […] Ci sono casi in cui viene usato direttamente, ad esempio nell’industria siderurgica, che è responsabile del 9% delle emissioni globali […]. Il focus principale è rappresentato dall’idrogeno verde, ovvero quello prodotto dall’elettrolisi dell’acqua utilizzando come fonte di alimentazione l’energia rinnovabile. […] I grandi settori industriali stanno iniziando a muoversi man mano che i regimi di supporto contributivo si consolidano. Hydrogen Valley, Primo Catalogo Mondiale sui Progetti Idrogeno, Treno a idrogeno, rete Portuale a Idrogeno sono alcuni dei risultati più di immagine e più recenti che dimostrano la rinnovata attenzione a questo elemento per le sue applicazioni d’interesse ambientale, energetico,economico”.
I numerosi partecipanti del Convegno hanno ascoltato gli interventi dei diversi relatori di enti pubblici e privati, professori universitari, ricercatori, imprenditori del settore, risultando coinvolti attraverso la rispettiva descrizione dei singolari processi innovativi che sono in itinere o già ultimati, che fanno presagire che la speranza che l’idrogeno verde diventi la vera energia pulita – che contribuisca a risolvere i problemi sia energetici di ampio spettro che quelli ambientali -, diventi realtà “mon amour”. E di questi problemi il 17 giugno p.v., alle ore 15, presso il Dipartimento di Chimica dell’Università La Sapienza (Aula B – Edificio Cannizzaro CUO 14) se ne parlerà alla presentazione del libro “Mutazione climatica” di Luigi Campanella e Ennio La Malfa, preceduta dal Convegno “Il clima è mutato – Prepariamoci al cambiamento”.
Francesco Giuliano
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