Il Coletta Bis non è una utopia, ma è indispensabile il dialogo con la maggioranza del Pd

222

ROMA- La Politica non si fa con i vorrei, ma alle condizioni date. Damiano Coletta è il Sindaco di Latina, eletto dopo vent’anni di destra. Basterebbe questa notazione storica per assicurare al cardiologo prestato alla politica un posto d’onore nei libri di storia.
Posti fra l’alternativa della destra di sempre, cioè la solita zuppa rancida della sfiducia a Zaccheo e a Di Giorgi, e un Sindaco che non ha fatto danni cercando di imparare, giorno dopo giorno, com’è che si fa quella politica che Rino Formica definiva “sangue e merda”, posti fra questa cruda alternativa io penso che non ci si possa interrogare poi tanto.
Il Sindaco uscente, tuttavia, deve ristrutturare non poco la sua offerta politica. In primo luogo, non è pensabile il replicarsi di un modello che lo ha visto prevalere, nel 2016, sostanzialmente con il monocolore della sua lista civica.
Il salto di qualità, tutto politico, deve essere quello di farsi perno e garante di una coalizione ampia, eterogena per provenienze ed aderenze politico-culturali, certo unitissima sulla necessità che Latina non faccia il passo del gambero.
Il mondo progressista, dunque, non può che guardare a questa eventualità con favore. Di più, i partiti che intendono sostenere Coletta devono costruire, con responsabilità, assieme al Sindaco una piattaforma programmatica per governare insieme. Sapendo, tuttavia, che da solo il mondo progressista, se volete di sinistra, non è maggioritario nella società latinense. Servono uomini e donne libere che rappresentino valori liberali, cristiani e , non venga interpretata come una bestemmia, persino conservatori. Una certa destra politica la cui eredità storica e culturale non risiede certo nel post-fascismo, ma in intellettuali come Prezzolini.
Pari dignità, nessuna convenzione ad escludere o peggio arrogarsi il monopolio di alcune qualità, che poi in Politica sarebbero dei semplici prerequisiti, come onestà e rigore morale.
Damiano Coletta, tuttavia, nei suoi dialoghi con questi mondi che, mi auguro, comporranno la coalizione che lo sosterrà in campagna elettorale, eviti di prestare troppa attenzione al canto malizioso e sordido delle sirene, cioè di quel sottobosco “politico” che si muove solo a patto che esca una seggiola per sé. Si deve dialogare con il Pd? Certamente, ma lo si faccia ricorrendo a quelle poche regole rimaste nella vita politica: il Pd è la sua maggioranza. La prendo alla larga: se Giuseppe Conte deve parlare di temi che afferiscono al Governo, il primo a chiamare è Nicola Zingaretti, Segretario nazionale dem. Allo stesso modo a Latina i referenti del Pd hanno un volto chiaro: Claudio Moscardelli, Enrico Forte e Franca Rieti. Starà a loro, poi, farsi carico della pur fondamentale minoranza del partito che, a targhe alterne, muta spesso riferimenti e “leader” politici.
Definendo una cornice chiara ed ordinata, quindi facendo Politica, io penso che Coletta non abbia veri ostacoli a vincere la battaglia della riconferma al civico numero uno di Piazza del Popolo.


News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.