Giovanni Battista di Jacopo detto il Rosso (Firenze 1494 – Fontainebleau 1540) fu un pittore italiano. Benché passato per la bottega di Andrea del Sarto, si formò in modo piuttosto indipendente. Dal 1517 svolse un’attività di rilievo a Firenze fino al 1523 quando si trasferì a Roma. Dopo il Sacco di Roma (1517) si rifugiò a Borgo San Sepolcro e ad Arezzo. In seguito si trasferì a Venezia presso Pietro Aretino dove rimase fino al 1530 quando si trasferì in Francia diventando pittore ufficiale di Francesco I. Alla corte del re, tra il 1532 e il 1535 insieme al Primaticcio, decorò il padiglione di Pomona e nel 1534 iniziò la decorazione della galleria di Francesco I finendola nel 1537. Inoltre egli eseguì disegni per mascherate, argenteria, e apparati trionfali tra cui quelli per la venuta di Carlo V. La morte del Rosso, il cui carattere viene descritto come fiero ed estroverso, non fu per suicidio (come dice il Vasari) ma naturale.

Le opere giovanili del Rosso sono scomparse ma intorno al 1514 – 15 gli si attribuiscono due piccoli dipinti (“Ritratto femminile” ed “Angelo Musicante”, entrambi esposti agli Uffizi) di vivace grazie pittorica. Nel 1517 il Rosso affresca alla SS. Annunziata “L’assunzione” con in basso movimentate figure di apostoli e in alto, intorno alla Madonna, un giro vorticoso di Angeli di un caricato realismo. Altre opere posteriori sono: “La Madonna e quattro Santi”, “La deposizione”, “Una Madonna e due Santi”. Nella “Deposizione”, forse il suo capolavoro, le figure scattano acrobaticamente contro un cielo compatto nel calare Cristo dalla croce: ne risulta un clima figurativo nuovo, astratto e intellettualistico ma vibrato e spirituale. “Le figlie di Letro” chiudono il periodo fiorentino del Rosso con un pezzo unico di eccezionale bravura. L’attività romana segna una svolta nella carriera dell’artista, i cui dipinti si faranno, dopo le atrocità del Sacco, più oscuri e inquietanti: “Lamento o pietà” (1528), “Trasfigurazione” (1528-30), “Cleopatra” e infine “La pietà” ora al Louvre (1527-40).

A Fontainebleau la grandiosa opera della galleria mostra comunque un impegno tematico che piega l’artista a compiti cortigiani e ai gusti della committenza francese. Va ricordato anche qualche suo ritratto come “L’uomo con elmo” (Liverpool) e “Il fiero Giovane” (Nat. Gall. Washington).

Guglielmo Guidi

Ricercatore e storico d’arte.


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