Il Congresso di Democrazia Sovrana Popolare. Un nuovo mondo tra sovranità, pace e geopolitica multipolare

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Il 31 Gennaio, nelle sale dell’Hotel Ergife di Roma, si è svolto il congresso nazionale di Democrazia Sovrana Popolare (DSP), movimento guidato da Marco Rizzo e Francesco Toscano. L’evento, concepito come una due-giorni di confronto politico e culturale, ha riunito delegati provenienti da tutta Italia e ospiti internazionali, con l’obiettivo dichiarato di proporre una visione alternativa dell’ordine mondiale e del ruolo dell’Italia nel contesto globale.

Il titolo scelto per il congresso – “Un nuovo mondo. Per un’Italia di sovranità e pace” – sintetizza l’ambizione del movimento: costruire un discorso politico fondato sulla critica all’unipolarismo occidentale, sulla richiesta di un nuovo equilibrio internazionale e sulla riaffermazione dell’interesse nazionale come bussola dell’azione politica.

L’Ergife, già sede di numerosi appuntamenti politici nazionali, si è trasformato per l’occasione in un crocevia di delegazioni, giornalisti, attivisti e osservatori. Secondo le stime diffuse dagli organizzatori, oltre 2.500 tra delegati e ospiti hanno preso parte ai lavori, confermando l’interesse crescente verso un movimento che, pur giovane, punta a ritagliarsi uno spazio nel panorama politico italiano.

La sessione inaugurale del congresso si è aperta nel pomeriggio del 31 gennaio, con un intervento particolarmente simbolico: quello di Rosangela Mattei, nipote di Enrico Mattei, fondatore dell’ENI e figura centrale nella storia della sovranità energetica italiana. La sua presenza ha voluto richiamare l’eredità di un modello di politica energetica autonoma, capace di dialogare con più mondi e di sfidare gli equilibri internazionali consolidati.

Il riferimento a Mattei non è casuale: DSP insiste da tempo sulla necessità di recuperare una politica energetica indipendente, sottratta – secondo la loro lettura – alle pressioni delle grandi potenze e dei blocchi militari. L’intervento della nipote del grande dirigente italiano ha dunque rappresentato un ponte tra passato e presente, tra memoria storica e progetto politico.

Uno degli elementi più discussi del congresso è stata la presenza – fisica o in collegamento – di ospiti internazionali provenienti da contesti geopolitici molto diversi. Tra questi, delegati statunitensi come Joe Hoft, fondatore del sito The Gateway Pundit, e rappresentanti russi di primo piano.

Il momento più atteso della giornata è stato l’intervento, in collegamento video, del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, previsto per il pomeriggio del 31 gennaio. La sua partecipazione ha suscitato un acceso dibattito pubblico e mediatico, sia per il ruolo centrale della Russia nello scenario internazionale, sia per il contesto della guerra in Ucraina.

Secondo gli organizzatori, la presenza di Lavrov rappresenta un segnale di apertura verso un mondo multipolare e un invito al dialogo come strumento per la costruzione della pace. La scelta, tuttavia, ha generato critiche da parte di chi considera inopportuno ospitare un rappresentante di un Paese coinvolto in un conflitto ancora in corso.

Nel corso della giornata, i leader del movimento – Marco Rizzo e Francesco Toscano – hanno ribadito i punti cardine della loro proposta politica:

Ritorno alla sovranità nazionale: l’Italia, secondo DSP, deve recuperare autonomia decisionale in materia di politica estera, economica ed energetica, riducendo la dipendenza da UE e NATO.
Critica all’unipolarismo occidentale: il movimento sostiene la necessità di un ordine mondiale multipolare, in cui più potenze possano dialogare su basi di parità e rispetto reciproco.
Ricerca della pace attraverso il dialogo: la guerra in Ucraina è stata al centro di molti interventi, con un appello a soluzioni diplomatiche e alla fine delle ostilità.
Difesa degli interessi popolari: DSP si presenta come un movimento “popolare”, attento alle esigenze delle classi lavoratrici e critico verso le élite economiche e politiche.
Queste posizioni, pur controverse, hanno trovato eco in una platea che ha accolto con entusiasmo gli interventi dei relatori.

La giornata del 31 gennaio ha visto alternarsi sul palco numerosi esperti italiani, provenienti da diversi settori:

Michele Corti, docente di Agraria
Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa
Michele Nardi, ex magistrato
Professionisti del settore sanitario e giuridico
Tutti hanno contribuito a delineare un quadro complesso delle sfide che l’Italia si trova ad affrontare: dalla sicurezza energetica alla politica estera, dalla tutela del lavoro alla crisi delle istituzioni democratiche.

Il congresso non è stato soltanto un evento politico, ma anche un momento identitario per un movimento che cerca di consolidare la propria presenza nel panorama nazionale. La scelta dell’Ergife, la partecipazione di ospiti internazionali, la forte attenzione mediatica e la presenza di delegazioni da tutta Italia hanno contribuito a dare all’evento un carattere solenne e strategico.

DSP si propone come forza “né di destra né di sinistra”, ma radicata in un’idea di sovranità popolare che richiama elementi della tradizione socialista, patriottica e anti-globalista. Una posizione che suscita interesse e critiche, ma che certamente si colloca in un’area politica in fermento.

Alessandra Trotta (Giornalista e scrittrice)


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