Domenico Bigordi, detto il Ghirlandaio (soprannome che gli deriva dall’attività del padre che creava ghirlande per le acconciature delle nobildonne fiorentine) nacque a Firenze nel 1449 e morì nel 1494.
Dopo un apprendistato nella bottega paterna, per la sua opera pittorica il Ghirlandaio si accostò a A. Baldovinetti e al Verrocchio (“Figure di Santi” a Cecina, la “Madonna della Misericordia” e la “Pietà” nella cappella Vespucci nella Chiesa di Ognissanti a Firenze e “Storie di Santa Fina” nella collegiata di San Gimignano).
Con i fratelli Davide e Benedetto e il cognato B. Mainardi egli organizzò un’attivissima bottega (tra l’altro fu frequentata, anche se per poco tempo, da Michelangelo) che lo impose anche a Firenze dopo che aveva partecipato fra il 1481-82 alla decorazione delle pareti della Cappella Sistina in Vaticano accanto al Perugino, al Botticelli e altri maestri (“Chiamata di San Pietro”). Nello stesso periodo il Ghirlandaio affrescò la Sala dei Gigli a Palazzo Vecchio e per la Chiesa e il Convento di Ognissanti decorò “San Gerolamo allo Studio” e “Ultima Cena”.
Per la sua cultura e la sua arte il Ghirlandaio divenne il pittore prediletto delle famiglie Fiorentine, quelle più legate ai Medici. Egli ne celebrò la grandezza ritraendone i principali esponenti accanto ai protagonisti di storie sacre (“Storie della Vergine e del Battista” in Santa Maria Novella, “Storie di San Francesco” nella cappella Sassetti in Santa Trinità. Dipinti che egli fece tutti per i Tornabuoni.
Tra le sue opere più note troviamo anche importanti pale d’altare: “Madonna in Trono e Santi” (Uffizi), “Adorazione dei pastori” (1483, Firenze, Santa Trinità), “Adorazione dei Magi” (1488, ‘Spedale degli Innocenti, Firenze), “Visitazione” (Louvre, Parigi), “Madonna in gloria e Santi” (Monaco); inoltre egli dipinse acuti ritratti come “Vecchio e nipote” (Parigi) e “Francesco Sassetti e figlio” (New York).
Guglielmo Guidi
Ricercatore e storico d’arte.
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