LATINA – Sarà la noia dell’estate che sta per andarsene, fatto sta che da giorni ormai non si fa che parlare del Santa Maria Goretti e della necessità di porre rimedio alle criticità che lo attanagliano.
Un dibattito interessante, che ha destato anche vecchi catenacci di un’epoca perduta, riportandoli in vita.
Così com’è il nostro ospedale non può andare avanti, nonostante la passione e la professionalità dei benemeriti che ci lavorano. La verità è che andrebbe chiuso domani mattina perché non rispetta più alcuno standard minimamente accettabile.
Lo sappiamo tutti e lo dovrebbe sapere quel geniaccio del Sindaco di Latina che, guarda caso, sarebbe anche un cardiologo del suddetto ospedale. Il nostro luminare assurto alla guida della città per delle coincidenze astrali che neanche gli stregoni Maya o Atzechi riuscirebbero a decifrare, non si capisce bene che idea abbia sull’argomento. Senza dubbio si è detto contrario alla intuizione che ebbe Vincenzo Zaccheo un’era zoologica fa e cioè relizzare, con un progetto di finanza, un policnico universitario a Borgo Piave sul modello di Tor Vergata. D’altronde cosa vuoi aspettarti da un Sindaco che si è detto contrario perfino al raddoppio della Pontina e che se fosse stato genovese avrebbe farfugliato la sua contrarietà alla Gronda come un grillino qualsiasi (i capelli, infatti, ricordano assai Grillo).
Il progetto ideato da Zaccheo è l’unico in grado di far fronte a più necessità: da una parte consentirebbe ad un territorio vastissimo un’adeguata offerta sanitaria. Mi riferisco, in particolare, all’area nord di questa provincia (Aprilia, Cisterna) e ai Lepini. Poi, si affronterebbe con decisione il tema universitario, questione capitale per la fisionomia futura della nostra città, offrendo ai nostri studenti di medicina una opportunità seria per il loro futuro professionale e mettendo fine al tormentato e confuso rapporto che oggi vi è fra università di medicina e struttura ospedaliera.
Questa storiella estiva dimostra che la politica, a Latina, s’è fermata il giorno in cui si è deciso di mandare a casa Zaccheo per mezzo di un’operazione che aveva tutto il sapore dell’agguato politico.
Con le idee di Zac, infatti, tocca fare i conti nonostante siano trascorsi decenni nei quali si sono alternati impresentabili, qualche disonesto, improvvisatori, giocolieri e persino qualche zecca.
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