LATINA- La vicenda giudiziaria che riguarda il Segretario Provinciale del Pd Moscardelli, se possibile, agita più il Sindaco di Latina che gli stessi dem.
In fondo, Damiano Coletta ha vinto le elezioni, nel lontano 2016, presentandosi come il santone laico della legalità. Onestà declamata, esibita, elevata a categoria della Politica. Evidentemente non hanno mai letto, il primo cittadino ed i suoi compagni, un gigante del pensiero come Benedetto Croce. “Il vero politico onesto è il politico capace”, amava ripetere. Dunque, se sai di politica sei un buon politico, altrimenti si dovrebbe tornare alle proprie occupazioni.
L’alleanza organica fra Lbc, il movimento del Sindaco, ed il Pd imbarazza non poco l’entourage di Piazza del Popolo: ma come, diranno loro, noi abbiamo parlato per anni di legalità ed il numero uno del nostro principale alleato si trova agli arresti domiciliari? Insomma, l’imbarazzo è palpabile.
Dunque, che fare? In queste ore, raccontano malelingue sempre bene informate fra i dem, sarebbe in atto un tentativo per spingere il Partito Democratico a non presentare il proprio simbolo alle elezioni di ottobre, optando per una lista civica. Mascherarsi, quindi, onde evitare l’imbarazzo di fare una campagna elettorale tra diavoli ed acque sante.
Si vocifera che gli artefici di questa exit strategy sarebbero, appunto, il Sindaco in accordo con Giorgio De Marchis. Il quale, nonostante sia Direttore del Parco dei Monti Aurunci, fa parte dell’esecutivo comunale dem.
Questo accordo prevedrebbe, sempre stando alle ricostruzioni di casa dem, un possibile incarico come futuro capo di gabinetto del Sindaco proprio per l’ex Consigliere Comunale.
Se le cose stessero effettivamente così il Pd ne uscirebbe con le ossa rotte, ponendo a serio rischio la sua sopravvivenza. A quel punto varrebbe la pena lottare per imporre la lista ed il simbolo dem indicando un proprio candidato. I nomi? Ci sarebbero. Prima fra tutte la Capogruppo uscente in Consiglio Comunale, Nicoletta Zuliani.
Diversamente il rischio che potrebbe profilarsi sarebbe quello di consegnare il Pd, la sua storia, i suoi elettori e militanti – quindi, il suo consenso – nelle mani di Coletta e di pochi altri.
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