Una lunga storia di migrazioni verso la Sardegna, soprattutto per la pesca.
Molti pescatori ponzesi, attratti dalle ricche acque sarde, si sono stabiliti in diverse località dell’isola, creando comunità significative, in particolare a Golfo Aranci, Tortolì, Bosa, Arbatax, Castelsardo. La ricerca di zone di pesca più redditizie e, talvolta, la necessità di approvvigionarsi di pesce essiccato per l’inverno furono le principali spinte che portarono i ponzesi in Sardegna dove si sono affermati ed hanno conquistato mercati importanti come Marsiglia, Nizza, Barcellona.
Gli insegnamenti dei provetti e capaci pescatori ponzesi sono stati determinanti per le popolazioni costiere sarde dedite alla pesca. La scorsa settimana sono arrivato a Carloforte sull’isola di San Pietro, un centro famoso per la parlata tabarchina, un genovese uguale a quello di Pegli, paese di origine dal quale sono partiti nel 1542 per approdare in Tunisia, poi in Sardegna nel 1738. Cerco una farmacia, l’insegna è subito accattivante Farmacia D’Atri, siamo parenti dei D’Arco, dichiarano subito. Cammino con mia moglie Ketty in un vicolo alberato e scopro la Pescheria Feola. Nei pressi della chiesa un manifesto funebre annuncia la scomparsa del caro Curcio, mentre la gentilissima signora Aversano è un fiume in piena quando ricorda i suoi avi approdati più di cento anni fa. Il 20 giugno si festeggia San Silverio con una Messa all’aperto, canti e preghiere, la statua del patrono dei ponzesi è in bella mostra dietro l’altare.
Bella esperienza, conclusasi dopo trenta minuti di navigazione a Calasetta, piccolo centro turistico sull’isola di Sant’Antioco. Al porto la prima barca da pesca che vediamo ci regala scritto vistosamente San Silverio. Più ponzesi di così…
























