Il Primo Realismo di Andrea Del Castagno

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Andrea del Castagno (Castagno, Mugello, 1421 ca. – Firenze 1457) fu un pittore italiano. Egli si formò a Firenze nella scuola dell’umanesimo dominata dall’autorità del Masaccio, Brunelleschi, Donatello. Nel 1442 è a Venezia dove affrescò la Cappella di San Tarasio nella chiesa di Santa Zaccaria; nel 1444, di nuovo a Firenze affrescò una “Crocefissione con la Vergine, San Giovanni, la Maddalena e i Santi Benedetto e Romualdo”. Tutto il resto della sua vita e del suo lavoro si svolse in questa città, dove dipinse alcuni cicli di affreschi: “Crocefissione, deposizione e resurrezione” che si trova nel refettorio nelle benedettine di Sant’Apollonia. Al di sotto di quest’opera su tutta la lunghezza del muro dipinse “L’ultima cena”, opera di straordinaria limpidezza geometrica, forse la più famosa e potente di Andrea del Castagno. Nel ciclo successivo egli rappresentò una serie di grandi figure di uomini e donne illustri (“La sibilla cumana”, “La regina Ester”, “La regina Tomiri”, “Pippo Spano”, “Farinata degli Uberti”, “Niccolò Acciaioli”, “Dante”, “Petrarca” e “Boccaccio”) rappresentandolo entro finte nicchie. Invece il ciclo con “Storie della Vergine” dipinto tra il 1451 e il 1453 nella cappella maggiore di Sant’Egidio è andato perduto. Posteriori al 1451 sono gli affreschi dell’Annunziata (Trinità e Santi, San Giuliano); del 1456 è il ritratto equestre di “Niccolò da Tolentino” dipinto in Santa Maria del Fiore accanto a un’analoga effigie di Giovanni Acuto, opera di Paolo Uccello. Da ricordare sono anche gli affreschi su cuoio del “David” (Washington, Nat. Gallery) e la perduta “Vergine assunta e Santi”. La pittura di Andrea del Castagno, attraverso l’energica e cruda definizione lineare, la perfezione dell’impianto prospettico, la solidità plastica e il rilievo psicologico dei personaggi raggiunge un grado di aspro realismo, non comune nell’arte fiorentina dell’epoca.

Guglielmo Guidi
Storico d’arte


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