Il progetto artistico di Maria Dompè dedicato alle donne a cui non è permesso sognare
di Sergio Salvatori
L’artista Maria Dompè nata a Fermo nelle Marche, ha realizzato con la collaborazione dei giardinieri dell’Ente nel parco di Villa Carlotta sulle rive del lago di Como dove l’arte dialoga con la natura, “To the woman who are not allowed to fulfill their dreams!/ A tutte quelle donne a cui non è permesso realizzare i propri sogni!”, due azioni: fugace nella Sala dei Gessi, (realizzato insieme a Livia Crispolti con i suoi studenti del corso di Cultura tessile dell’Accademia di Brera) stabile nel fantastico giardino.
Villa Carlotta situata nel comune di Tremezzina sul lago di Como, ha una storia che inizia nel XVII secolo. La costruzione della villa, in origine denominata Villa Clerici, fu iniziata nel 1690 per volere del marchese Giorgio II Clerici, presidente del senato di Milano, esponente di una famiglia di banchieri e commercianti; fu meta di viaggiatori per la grande varietà di piante rare ed esotiche, situate nel suo giardino, un paradiso botanico: camelie, azalee, palme e bambù, che convivono in armonia tra terrazze, antiche serre e alberi secolari, il tutto con vista panoramica mozzafiato sul borgo di Bellagio.
Nel 1801 la proprietà fu acquistata da Giovanni Battista Sommariva, (braccio destro di Napoleone Bonaparte) uomo politico, personaggio importante a Milano e collezionista d’arte, in contatto con i più illustri artisti del periodo, tra cui: Antonio Canova e Berthel Thorvaldsen. Il Sommariva modificò gli interni della villa al fine di arricchirla con opere provenienti dalla sua collezione, che rese la Villa nota in tutta Europa, come luogo di interesse per personaggi come lo scrittore e letterato francese Stendhal, della scrittrice irlandese Lady Morgan e dello scrittore francese Gustave Flaubert, conosciuto per essere l’autore del romanzo Madame Bovary. Nel 1843 la Villa fu venduta alla principessa Marianna di Prussia che in seguito nel 1850, donò la dimora alla figlia Carlotta, in occasione del suo matrimonio con il duca Giorgio II di Sassonia Meiningen.
La mostra a cura di Elena Di Raddo è coordinata dalla direttrice della Villa Maria Angela Previtera. Il percorso creativo di Maria Dompè si distingue da sempre per la capacità di fondere: estetica, impegno civile ed energia vitale. Nei suoi lavori, la ricerca del bello e dell’armonia va oltre le vedute tradizionali che generano le arti visive diventando esperienza spirituale. In questo progetto, l’artista marchigiana dedica la sua creazione a tutte le donne che non hanno la possibilità di realizzare i propri sogni. Il linguaggio scelto dall’artista non è mai aggressivo, ma sensibile e armonico e riflette sulla condizione delle donne nel mondo, tra negazione dei propri diritti, violenze e discriminazioni, come in alcune caste che dopo la morte del marito, le donne devono annullare la propria identità. In questo legame profondo l’artista Dompè connette il giardino alla figura di Carlotta a cui la Villa deve il suo nome, perché anche a lei non fu concesso di realizzare appieno i propri sogni a causa della sua morte prematura a soli 23 anni dopo la quarta gravidanza.
Informazioni:
Villa Carlotta, Via Regina 2, Tramezzina (CO).
www.villacarlotta.it
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