Il soffio del vento: Anima

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Per quanto cammino tu compia, percorrendo ogni strada, i                        confini dell’anima sono irraggiungibili, tanto essa è profonda.            Eraclito

L’anima, principio vitale comune a ogni essere vivente, è sorgente unica e immateriale che nell’uomo presiede a tutte le funzioni della vita vegetativa, sensitiva e intellettuale (pensiero, sentimento, volontà coscienza morale). L’anima è anche la parte spirituale dell’uomo contrapposta a quella puramente fisica del corpo, al quale è unita, pur restandone distinta.

Dell’anima, in ogni epoca storica, si sono interessati filosofi, teologi, antropologi, psicologi, poeti, scrittori e artisti. Sin dalla filosofia orfica, il pensiero greco con Platone sottolineò la distinzione tra anima e corpo, dando inizio a quel dualismo antropologico, ignoto al mondo ebraico, dove l’anima nefes non si contrapponeva come principio spirituale alla materialità del corpo, ma era tutt’una con esso.

Scrive Vincenzo Paglia nel suo ultimo libro Vivere per sempre: «se per la filosofia greca si può dire che l’uomo ha un’anima immortale, per la tradizione biblica l’immortalità è sempre un dono che Dio fa all’uomo dentro il grande dono che è la vita con Lui e in Lui. L’immortalità pertanto non è una qualità propria dell’anima a prescindere; è piuttosto un dono che Dio concede gratuitamente all’uomo. In questa prospettiva si favorisce il raccordo tra la speranza della fede religiosa e quella della ragione».

Anche in ambito psicologico e psicanalitico l’anima è stata oggetto di studio e di analisi da parte di celebri studiosi della psiche come Carl Gustav Jung e James Hillman, che con le loro riflessioni hanno cercato di non confondere il concetto di anima con le idee tradizionali di anima della religione e della filosofia.

Molti sono stati i poeti che con i loro componimenti hanno cantato l’anima. Per ragione di spazio si riportano soltanto i versi di Giorgio Caproni, Mary Shelley e Paul Claudel. Il primo dice: «Anima mia leggera/ Va’ a Livorno, ti prego./E con la tua candela,/timida, di nottetempo/fa’ un giro; e, se ne hai tempo/perlustra e scruta, e scrivi,/se per caso Anna Picchi/è ancora viva tra i vivi»; la seconda afferma: «nulla contribuisce a tranquillizzare la mente quanto uno scopo preciso, un punto sul quale l’anima possa fissare il suo occhio»; il terzo scrive: « soltanto un’anima purificata sentirà il profumo della rosa».


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