Il soffio del vento: Conoscenza

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Quello che conosciamo è una goccia d’acqua. Quello che non conosciamo è l’oceano.                                                                                         Isaac Newton

La conoscenza declinata al plurale si riferisce alle nozioni, alle cognizioni acquisite su diversi aspetti delle scienze naturali e sociali e delle arti. Alla conoscenza dei vari campi del sapere si giunge con lo studio, l’esperienza, la pratica, la fatica, l’impegno e la familiarità con i vari settori del sapere umano.

L’acquisizione di nuove conoscenze, unitamente alla curiosità per l’infinito mondo del sapere, da parte dell’uomo, scrive il giurista Gustavo Zagrebelsky, «scompagina le carte, impone nuove costellazioni di significati e interferisce con l’ordine mentale costituito… non si conosce senza disporre di strutture mentali a priori, che siano idee innate, reminiscenze platoniche, ipostatizzazioni di esperienze o sedimentazioni culturali».

Il problema della conoscenza, della sua origine, del suo fondamento, dei suoi limiti e lacune, come delle sue possibilità, potenzialità e dei suoi vantaggi, ha suscitato fin dall’inizio della storia dell’umanità, l’interesse di filosofi, scienziati, teologi, letterati, artisti, antropologi, sociologi, uomini della politica che si sono posti la domanda: «come si forma, dove si deposita e come si trasmette la conoscenza?».

Da sempre l’attività del conoscere, come ci ricordano i versi di Dante «fatti non foste/ a viver come bruti/ ma per seguire/ virtute e canoscenza (Inferno, canto XXVI),  ha goduto del più alto apprezzamento, perché considerata attività nobile dell’essere umano. «Posso benissimo concepire l’uomo senza mani, senza piedi e magari senza testa, ma non senza pensiero: sarebbe una pietra o un bruto. Nel pensiero sta la grandezza dell’uomo»: così affermava Pascal nella sua opera Pensieri.

Riconoscendo che il fenomeno della conoscenza umana è il più grande miracolo dell’universo, l’epistemologo austriaco Karl R. Popper sosteneva che «la conoscenza fallibile e congetturale non comincia con percezioni o osservazioni o con la raccolta di dati o di fatti, ma comincia con problemi» che non possono essere tutti risolti.

Infatti ogni uomo colto, aperto e sensibile ad acquisire nuovi orizzonti di conoscenza, è consapevole di essere limitato nel trovare soluzioni intelligenti e creative a problemi nuovi. Diceva, infatti, lo scrittore Isaac Asimov: «Se la conoscenza può creare dei problemi, non è con l’ignoranza che possiamo risolverli».

 

 

 

 

 


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