Il soffio del vento: Curiosità

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Guardate le stelle e non i vostri piedi. Provate a dare un senso a ciò che vedete, e chiedervi perché l’universo esiste. Siate curiosi.
Stephen Hawking

Dante Alighieri, il poeta italiano che maggiormente ha lasciato traccia di sé sia nel suo tempo sia nelle epoche successive, ha scritto che «la curiosità è la sete naturale che mai non sazia». L’etimologia della parola è nella parola latina “cura”, sollecitudine e sta ad indicare proprio la voglia e l’urgenza di sapere qualcosa.

Il termine curiosità indica la volontà dell’uomo di esplorare di fare esperienza e di conoscere sia ciò che lo circonda, sia ciò che lo caratterizza al suo interno. La curiosità, madre del sapere, spinge ad osservare con attenzione il mondo in cui si vive e la voglia di conoscere e di confrontarsi con altre persone e con diverse culture, è una risorsa che porta ognuno di noi a cercare nuovi orizzonti.

Per molti spiriti liberi e inquieti, poeti, scrittori artisti, matematici, tecnici, scienziati e pensatori di ogni tempo, la curiosità è stata la spinta ad avviarsi nel campo sterminato della conoscenza per aprire nuove prospettive e conquistare nuovi territori. Aprirsi con curiosità al mondo che ci circonda, significa imparare.

La curiosità, come gusto instancabile per la ricerca del desiderio di sapere e dell’interesse per ogni dimensione del mondo e della storia, è sempre alla base di prendersi cura della realtà per penetrarla e approfondirla e al fondamento di iniziare ricerche scientifiche e tecnologiche, letterarie e artistiche.

Il genetista e divulgatore scientifico italiano, Edoardo Boncinelli, ha affermato che «la curiosità è un istinto esplorativo che ci spinge a cercare cose nuove nei più diversi campi e ambiti, fino al punto di esplorare le profondità del cosmo o i recessi più reconditi della materia, nonché i segreti della nostra mente o le segrete del nostro cuore».

La curiosità, come desiderio di conoscere realtà nuove e diverse, deve essere continuamente stimolata per non essere atrofizzata e se non viene soffocata o spenta soprattutto nel soggetto in evoluzione (bambino o adolescente), permane anche nell’età adulta, sia pure in forma diversa.

Come diceva lo scienziato Albert Einstein «la cosa importante è non smettere mai di domandare. La curiosità ha il suo motivo di esistere. Non si può fare altro che restare stupiti quando si contemplano i misteri dell’eternità, della vita, della struttura meravigliosa della realtà».

 

 

 


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