ANZIO – In viaggio da Anzio a Padova per l’ultimo saluto al papà, il brigadiere Valerio morto nella strage di Castel d’Azzano: l’addio commosso del figlio Christian. Si sono svolti ieri a Padova i funerali di Stato del brigadiere capo Valerio Daprà, uno dei tre carabinieri che hanno perso la vita nel crollo avvenuto a Castel d’Azzano, in provincia di Verona, durante un’operazione di sgombero.
Insieme a lui, hanno perso la vita il luogotenente Marco Piffari, 56 anni, e il carabiniere scelto Davide Bernardello, 36 anni. Tutti accomunati da un profondo senso del dovere e da un amore sincero per la divisa.
Durante la cerimonia, le parole più toccanti sono state quelle del figlio Christian, 26 anni, arrivato da Anzio, dove vive con la madre. Un viaggio lungo e doloroso per salutare suo padre, un uomo che ha servito l’Italia per oltre trent’anni, partecipando anche a missioni in zone di guerra come Afghanistan, Somalia e Kosovo.
Con voce rotta dall’emozione, Christian ha ricordato il padre come un esempio di coraggio, modestia e responsabilità:
“Oggi sono qui non solo come figlio, ma come una persona che ha avuto il privilegio di chiamare papà. Mio padre ha dedicato la sua vita al dovere, al servizio e all’onore. Voglio credere che la sua eredità morale continuerà a parlarmi, anche nel silenzio.”
Daprà, 56 anni, originario del piacentino ma legato da tempo al territorio laziale, aveva vissuto ad Anzio per molti anni, dove il figlio ha frequentato il liceo Innocenzo XII. Negli ultimi tempi si era trasferito a Padova con la compagna, conosciuta ad Albano Laziale, continuando a prestare servizio nell’Aliquota di Primo Intervento dei Carabinieri.
Il suo sacrificio, come quello dei colleghi, resta il simbolo più autentico dell’impegno e dell’attaccamento ai valori dell’Arma e dello Stato.
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