Iniziato il processo per la lottizzazione abusiva del palazzo Malvaso a Borgo Piave. Il Comune P.C.

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È iniziato il processo per lottizzazione abusiva a carico dell’ex consigliere comunale di Forza Italia, Vincenzo Malvaso, e del progettista del cosiddetto palazzo “Malvaso”, a Borgo Piave, Francesco Pappa. Il processo, rinviato al prossimo 8 luglio, si è aperto dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Francesca Zani. Il collegio difensivo è rappresentato dagli avvocati Renato Archidiacono e Antonio Leone. Nell’udienza odierna, si è costituito parte civile il Comune di Latina, tramite l’avvocato dell’ente, Cinzia Mentullo. Il Tribunale ha accolto come parte civile l’ente di Piazza del Popolo.

A maggio 2024, dopo il terzo e ultimo sequestro dell’immobile, il Tribunale del Riesame aveva respinto il ricorso presentato dalla proprietà del complesso che sorge a Borgo Piave, confermando la validità del provvedimento di sequestro eseguito a marzo dello stesso anno.

Il 30 marzo 2024, infatti, i militari del Nucleo Investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale del Gruppo carabinieri forestale avevano dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina.

Il provvedimento accoglieva la richiesta formulata dal sostituto procuratore della Repubblica di Latina, Giuseppe Miliano, inerente alla prosecuzione dei lavori del centro residenziale e commerciale costituito da 23 unità immobiliari più una  unità commerciale, articolate su quattro livelli + piano seminterrato, della volumetria complessiva pari a 9.762 metri cubi , situato a Borgo Piave.

Il complesso edilizio “Malvaso” – dal cognome del costruttore ed ex consigliere comunale di Forza Italia della maggioranza Di Giorgi, Vincenzo Malvaso -, come noto, risulta essere già stato sequestrato nel 2015 a seguito di precedente indagine che è stata definita, a luglio 2017, con la sentenza di condanna del Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina (la sentenza per abuso d’ufficio e violazione di norme urbanistiche per 1 anno e 8 mesi di reclusione è stata impugnata in Corte d’Appello dove i reati hanno guadagnato la prescrizione), dove è stato accertato come la variante al PPE di Borgo Piave che ha conferito la nuova potenzialità edificatoria di oltre 9700 metri cubi sia stata approvata con meri atti di Giunta sul falso presupposto che tale variante fosse conforme allo strumento urbanistico generale (PRG), laddove in realtà le modifiche apportate all’originario Piano Particolareggiato Esecutivo del 1987 incidevano in maniera rilevante sulle vigenti previsioni del PRG. – come comprovato anche dalla Deliberazione Commissariale n. 205 del 24 maggio 2016 di annullamento della revisione del PPE di Borgo Piave.

 


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