“IO AMO SABAUDIA CITTA’ DI FONDAZIONE: 90 verso i 100”: un libro-guida, ma anche un faro accesso sulla storia, architettonica in particolare, della città e del territorio che la comprende.

Realizzata in occasione del 90° di Fondazione di Sabaudia, di cui il prossimo 5 agosto ricorre la Posa della Prima PIetra, la corposa opera porta la firma di Luca Falzarano, affermato architetto sabaudiano, noto soprattutto per le sue attività in ambito culturale e divulgativo.

La presentazione, moderata dal giornalista Federico Ginanneschi, alle ore 18,45 di venerdì 4 agosto, presso l’Osteria Nostrana di Sabaudia, dove grazie al supporto organizzativo offerto dai “Giovani di Sabaudia” sarà allestita anche una piccola mostra grafica. E, per i convenuti, non mancherà un aperitivo di saluto con “sorpresa futurista” finale.

Per il completamento del libro, già disponibile in città, Falzarano ha utilizzato metodologie comunicative di facile comprensione, ad iniziare dall’uso del colore, essendo l’intero volume totalmente a colori, passando per la grafica con schematizzazioni e disegni inediti e continuando con fotoinserimenti esplicativi, al fine di spiegare con immediatezza l’architettura di Sabaudia.

Un possente lavoro di studio e di ricerca, lungo e certosino, dove, oltre ai dati architettonici, vengono alla luce documenti e notizie inedite, alcuni dei quali affondano le proprie radici nel XVII secolo. Al 1618 risale, infatti, una mappa nella quale è riportata la città di Sabaudia, il cui nome Celtico, Sapa-udia cioè “paese coperto di abeti”, fu latinizzato in Sapaudia o Sabaudia, come attestato, nel 354 d.C., vale a dire già in epoca romana, dallo storico Ammianus Marcellinus.

“Il testo, diviso in sei capitoli – spiega l’autore – non poteva che partire dalle lestre, radure con capanne che esistevano prima dell’edificazione della città: gli Arciglioni, la Molella, la Cocuzza, il Capogrosso, il Pero, sono le principali lestre vicine al nascente nucleo urbano. Il capitolo secondo, dal Razionalismo europeo a Sabaudia, è un percorso introduttivo che ci immerge nelle avanguardie culturali che hanno ispirato i progettisti di Sabaudia: da Adolf Loos, a Hoffman, a Gropius, passando per la figura centrale di Piacentini. Il concorso pubblico, capitolo terzo, entra nello specifico del nucleo di fondazione, raccontando come i 4 architetti (Cancellotti, Montuori, Piccinato, Cambellotti) hanno inteso realizzare la Città: questo capitolo è caratterizzato da diversi schemi e rappresentazioni grafiche, nelle quali De Chirico e la sua poetica metafisica, ne sono i motivi ispiratori. Un percorso razionalista, con tanto di mappe e legenda, è alla base del quarto capitolo che ci accompagna per tutti gli edifici di fondazione, uno per uno, secondo un tragitto che è di invito anche al visitatore. Il capitolo quinto espande il percorso precedente a tutto il territorio comunale, passando dai Borghi, alle campagne, alle case coloniche, alle frazioni del comune”.

Un capitolo speciale, naturalmente, viene dedicato alla piazza di Sabaudia, “intesa come un libro da leggere, da riscoprire nella sua essenza ‘rinascimentale’, in parte tradita soprattutto nella chiusura del terrazzo metafisico dell’edificio comunale, che ne era il naturale fondale prospettico. I portici terrazzati, la piazza, anche nella sua conformazione ad L, l’edificio del Comune con la doppia apertura ed i retrostanti giardini pubblici, alla rinascimentale anche loro, sono un vero e proprio viaggio spazio temporale: da Brunelleschi, a Raffaello, da Leonardo, alle Città ideali, fino a De Chirico, entrando ed uscendo in duemila anni di storia, architettura, pittura, paesaggio, visione, la cui tutela e valorizzazione sono atto d’obbligo per qualsiasi comunità che guardi e al suo passato e al suo futuro”.

“Entrare in questo sistema architettonico, a Sabaudia – osserva l’architetto – significa immergersi in un ‘viaggio di cultura’. Il libro guida e tutte le attività in itinere nell’anno in corso e prossimo, però, non guardano al solo novantesimo ma, come si evince anche dal sottotitolo (90 verso i 100), mirano al centenario della nostra Città, nell’obiettivo magari di candidarla a Capitale Italiana della Cultura 2033”.

In chiusura i ringraziamenti che Falzarano rivolge “a tutti gli sponsor che hanno permesso la realizzazione di questa opera le cui introduzioni sono dell’amico Gennaro Di Leva, presidente della Pro Loco Sabaudia e del Sindaco Alberto Mosca. Un grazie particolare va ad Italia Nostra Latina che ne ha concesso il Patrocinio e a Latina Editoriale oggi e Lazio Tv nel loro ruolo di media partner. Quattromila cartoline, in occasione della ricorrenza, sono inoltre il personale dono, Io Amo Sabaudia, di Luca Falzarano all’intera Città”.


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