Io NON sto con Mimmo Lucano, il Sindaco di Riace. Dura lex sed lex.

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Io NON sto con Mimmo Lucano, il Sindaco di Riace. Diversamente da altri, sono un garantista puro nei confronti di ciascuno, erga omnes, come direbbero i latini. Sospendo quindi il giudizio circa le gravi accuse che la Procura muove al primo cittadino calabrese ché spetta alla Magistratura giudicarlo colpevole o innocente.

E’ un reo confesso, Mimmo Lucano. Uno che candidamente ha ammesso di avere ripetutamente e sistematicamente violato la legge, arrivando a definirsi un “fuorilegge”.

Matrimoni fasulli, documenti ottenuti con procedure disinvolte e affidamenti diretti a cooperative in cui a lavorare erano molti immigrati.

Il giudice sottolinea come “Lucano vive oltre le regole, che ritiene di poter impunemente violare nell’ottica del “fine che giustifica i mezzi”. Nell’ordinanza di cattura parla di “comportamenti di estrema superficialità e diffuso malcostume”. E così spiega la decisione di ordinarne l’arresto: “La gestione quantomeno opaca e discutibile dei fondi destinati all’accoglienza di cittadini extracomunitari tratteggia il Lucano come soggetto avvezzo a muoversi sul confine (invero sottile in tali materie) tra lecito ed illecito”…

Pensate che per far ottenere i documenti al fratello della moglie, il simpatico primo cittadino stava organizzando un finto matrimonio tra fratelli.

Se ne fotteva delle leggi, delle procedure corrette per un’idea etica di giustizia, la “sua” che lo induceva a ricoprire il paese con le immagini di Che Guevara e, niente di meno, a stampare banconote fatte in casa con l’immagine, di nuovo, del Che.

Un benefattore, una specie di Robin Hood di Calabria o, piuttosto, un imbroglioncello che soltanto qualche cialtrone può spingersi a difendere?

Saviano, Boldrini, Don Ciotti, Coletta e tutti i gran sacerdoti dell’accoglienza lo hanno difeso, sostenendo che una legge ingiusta può anche esser infranta. Di questo passo potremmo legalizzare presto la rapina, l’omicidio o la corruzione per scopi “umanitari”?

I suddetti eroi sono gli stessi che ogni qual volta un politico viene arrestato per reati connessi con l’esercizio delle proprie funzioni, ma che non riguardano i migranti, sono sempre pronti ad invocare il carcere duro o a buttare la chiave.

In buona sostanza, magari il Sindaco di Riace sarà innocente. Difficile, visto che, lo ripetiamo, è un reo confesso. Sarà la giustizia a dircelo, non certo gli appelli di Saviano e dei tanti piccoli fraticelli laici del volemose bene buono solo per alcuni, sempre gli stessi.


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