Jane Goodall e gli scimpanzè d’Italia: tutte le volte che si sono incontrati

24

L’Unione Italiana Zoo e Acquari esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Jane Goodall (1934-2025), pioniera nello studio degli scimpanzé e simbolo mondiale dell’impegno per la conservazione. La sua eredità scientifica e umana si riflette anche in Italia, dove oggi vivono 29 scimpanzé ospitati in 5 strutture zoologiche (Bioparco di Roma, Parco Faunistico Zoosafari di Fasano, Parco Natura Viva di Bussolengo, Safari Ravenna, Zoo di Aprilia). Tutti appartenenti al programma di allevamento per le specie a rischio di estinzione dell’Associazione Europea degli Zoo e degli Acquari e ad una specie che in natura è classificata “a rischio” di estinzione.

“Jane Goodall – spiega il Presidente Cesare Avesani Zaborra – iniziò il 14 luglio 1960 a Gombe, in Tanzania, lo studio sugli scimpanzé che sarebbe diventato il più lungo condotto in natura, durato oltre sessant’anni. Le sue scoperte hanno innovato l’etologia, dimostrando la cultura negli scimpanzé, l’utilizzo di strumenti, profonde emozioni e dinamiche sociali molto complesse. A noi ha lasciato la certezza di poter fare davvero la differenza, incoraggiando la ricerca, la conservazione e l’educazione delle nuove generazioni”.
C’è anche un lieto evento, che lega la primatologa più famosa del mondo al nostro Paese: l’ultimo piccolo scimpanzé nato in Italia meno di un anno fa (Safari Ravenna), è una femminuccia. Si chiama Jane ed è venuta al mondo nei giorni in cui la scienziata visitava per l’ultima volta un parco zoologico italiano. Era il Bioparco di Roma, a maggio 2024, dove festeggiò anche i suoi 90 anni. E dove tenne a battesimo il Coordinamento ABC (Antropomorfe: Benessere e Conservazione), che unisce Bioparco di Roma, Parco Natura Viva, Safari Ravenna e Bioparco di Sicilia, con l’obiettivo di condividere protocolli innovativi per il benessere fisico e psico-sociale degli scimpanzé. Ma tutte le sue visite in Italia hanno rappresentato sempre un incoraggiamento prezioso per la comunità zoologica: oltre l’ultima recente presenza, visitò già il Bioparco di Roma nel 2003 e poi raggiunse il Parco Natura Viva nel 2014.

“Gli scimpanzé sono una specie complessa che rischiamo di non vedere più”, prosegue Avesani Zaborra. “Vittima della deforestazione, della caccia per la carne e del traffico illegale di cuccioli. Come comunità zoologica italiana, in linea con il circuito europeo, abbiamo sostenuto centri di accoglienza in Africa, come quello di Tacugama in Sierra Leone, e continueremo a farlo. L’eredità di Jane Goodall ci affida una responsabilità chiara, che ci siamo sempre assunti ma che oggi si rinforza: garantire standard sempre più elevati per gli scimpanzé ospitati in Italia e contribuire alla sopravvivenza delle popolazioni selvatiche in Africa”.


News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.