La Città degli Operai. Seguendo da cinque e fruttuosi anni la stesura del libro dell’amica di sempre Carmen Porcelli, osservandola lavorare nelle tante biblioteche per cercare documenti, sfogliare centinaia di pagine di quotidiani e settimanali, sono molto soddisfatto. La Città Degli Operai è l’ultimo libro in uscita della collana Saggistica di Atlantide Editore, con l’ottimo Dario Petti sempre presente, ha accettato di buon grado il lavoro dopo un veloce incontro al bar Poeta di Latina. Quando osservo Aprilia e il suo sviluppo rimango non stupito ma incuriosito, la visitai la prima volta quando contava solo diecimila abitanti, ora sono ottantamila. Uno sviluppo imprevedibile. Il racconto svela i dettagli di un periodo storico di cambiamenti, è un punto essenziale del libro di Carmen, predominante nel certosino lavoro di una storica attenta e scrupolosa senza mai lasciare nulla al caso, professionale sino all’ultimo paragrafo. Belli i tempi della Simmenthal, quelli della carne in scatola, grazie all’umanesimo industriale della famiglia Sada, del CRAL di via delle Margherite con impianti sportivi all’avanguardia tra i più belli in provincia, del polo chimico- farmaceutico con Recordati, Abbott e Wyeth, il cambio di denominazione da Campomorto a Campoverde vissuto dalla mia famiglia con piacere enorme. Non dimentico la cantina vinicola Enotria, ora abbandonata e cadente, tanti altri simboli delle munifiche elargizioni della Cassa per il Mezzogiorno. I capitoli portano alla luce il rapporto tra politica ed imprenditoria, i sindacati con lunghi e motivati scioperi e il Governo. Un periodo in cui Aprilia conobbe un’imponente espansione, anche dolorosi fallimenti di aziende che sembravano floride e sono sparite in un amen. il boom demografico è arrivato anche grazie alla comoda linea ferroviaria con Roma, ai prezzi competitivi delle abitazioni. Ogni libro rappresenta cultura, impone disciplina e concentrazione. Buona lettura.
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