Tanti convegni a Latina in questo periodo. Sicuramente troppi, tanto che il termine covegnite acuta mi sembra appropriato alla situazione che si è determinata. Alcuni sono molto interessanti e utili alla conoscenza e al dibattito, altri sono inutili e dannosi. Occorre – a mio avviso – un cambiamento radicale tra rapporto tra potere politico e amministrativo e la cosiddetta gente comune. Cambiare non è facile, è difficilissimo, è importante però non smettere mai di crederci. Partecipo a dei convegni o congressi che mi soddisfano pienamente, altre volte rimango completamente deluso di fronte a chi orchestra nuove iniziative a Latina e dintorni in cerca di consenso e visibilità. Non contano le tessere di appartenenza o una posizione – spesso irrilevante – da difendere, o una spazio per inutili protagonismi, specialmente in periodi elettorali. Il cambiamento può significare anche piccole scelte, in un momento in cui eventi drammatici, guerre, epidemie, alluvioni e frane hanno cambiato la nostra vita, soprattutto mettendo da parte le folli divisioni che nel capoluogo pontino sono di casa. Un territorio meraviglioso come quello dell’Agro Pontino va promosso dal punto di vista turistico in ogni parte del mondo, ma è tutto fermo a parole, convegni, convegni e convegni. Passare finalmente ai fatti? Speriamo. Non dimentichiamoci poi della cultura, deve trovare una collocazione che possa finalmente intercettare i bisogni della comunità e cercare, per quanto sia possibile, di soddisfarli.
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