La lettera di Concita De Gregorio alla ragazza del futuro

Per Sulla felicità festival intervistata la famosa giornalista dall'inviata Rai Eva Giovannini

12

LIVORNO – “Impara a dire grazie, piuttosto che chiedere scusa, vale cento volte di più”. E poi ancora “io non ho nessun talento, ho talento solamente per scoprire le persone che hanno talento, mi innamoro follemente di loro, sono affascinata dalle persone che sanno fare le cose benissimo”. Sono scroscianti gli applausi per la bellissima e bravissima Concita De Gregorio intervistata dalla altrettanto bella e brava Eva Giovannini. Ieri, nella sala delle conferenze del Palazzo dei Portuali, per il “Sulla felicità festival” dell’attore e comico livornese Stefano Santomauro, è salita sul palco la famosa giornalista pisana e livornese d’adozione Concita De Gregorio, intervistata dalla collega Eva Giovannini, livornese, inviata e conduttrice della Rai. Al centro dell’evento l’ultimo libro della De Gregorio, “Lettera a una ragazza del futuro” e si parla ovviamente di giovani. “I governi di centro sinistra non hanno cambiato il mondo, da Gentiloni a Letta”. Frustrazione e fallimento, per i giovani alla ricerca di un impiego c’è la poca fiducia nelle istituzioni e non si partecipa alla vita politica. Di chi è la colpa, nostra o del sistema? “La non partecipazione alla vita politica è colpa nostra e non del sistema, è colpa nostra se i ragazzi a Roma per un full time guadagnano 400 euro, con cui al massimo possono acquistare la tessera dei mezzi. È stato demolito il valore della conoscenza ed è stata proposta l’inutilità del sapere nel mondo del lavoro, studiare non serve più a niente. Sapere invece è potere, se non sai hai bisogno per sopravvivere che il potente non sappia. Le competenze invece sono fondamentali per svolgere ruoli e professioni e per avere opinioni”. I soldi e il totem del denaro sono un Dio a cui inchinarsi nella nostra epoca. “I soldi come traguardo? Io quando avevo vent’anni non volevo diventare ricca, volevo cambiare il mondo, purtroppo in questo futuro è passata una controcultura, devi fare soldi in maniera semplice”. Nel corso dell’intervista si parla anche di sesso, relazioni e gelosia. Concita De Gregorio ha iniziato a scrivere a Il Tirreno, è stata protagonista di un caso che ha fatto la storia del giornalismo italiano quando ha diretto L’unità ed è editorialista per La Repubblica. Poi i libri, i romanzi, i romanzi su fatti normali e su fatti normali romanzati, il teatro. Brava, bravissima, anche se non ama sentirselo dire, anzi. “Non ho talento, ho il talento di riconoscere il talento degli altri, di fronte a loro rimango come davanti a uno spettacolo, come davanti alle cascate del Niagara, e me ne innamoro. Molti di loro a volte non sanno neanche di essere bravissimi a fare le cose che fanno. Forse l’unico talento che ho è saper scrivere velocemente e correttamente”. Ancora i soldi e la carriera, la De Gregorio si racconta: “la mia fortuna è stata saper dire di no, anche a delle maxi offerte, progetti che non mi piacevano. Saper dire di no ti rende forte, mi ha dato la libertà e col tempo dire no diventa un moltiplicatore della libertà personale, da giovane vieni bollata come bastian contraria ma alla fine ti ritrovi accanto persone leali, che sono migliori delle persone fedeli, esse ti danno consigli utili invece di dirti sempre di sì”. Grazie è una parola che non usa quasi più nessuno. “Io ero una persona che chiedeva sempre scusa. Non devi scusarti mi disse una persona una volta citando un libro, impara a dire grazie, vale cento volte la parola scusa. Prova a dire, grazie per avermi aspettato, invece di dire, scusa per il ritardo, così ti assolverai dalla colpa e metterai l’altro in una posizione di equilibrio con te”. La parte finale è un appello per i giovani. “Bisogna che siano visti. Essere visti per quello che sono e non per quello che fanno. Essere visti per quanto possono essere bravi, per quello che sono e per quello che potrebbero essere in grado di fare. Vedere è amare, adesso invece siamo tutti chiusi in noi stessi”.


News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.