La Repubblica si inchina nel ricordo delle vittime e si stringe ai familiari». Sergio Mattarella è tra i primi a parlare nel giorno dedicato al ricordo del giudice Giovanni Falcone e delle vittime della strage di Capaci. Il capo dello Stato, a Palermo per le commemorazioni del 27esimo anniversario dell’attentato, ha ringraziato quanti da «una ferita così profonda hanno tratto ragione di un maggior impegno civico per combattere la mafia, le sue connivenze, ma anche la rassegnazione e l’indifferenza che le sono complici». «Il primo problema per la sicurezza del Paese è la mafia», ha detto il capo della Polizia Franco Gabrielli, anche lui presente alla commemorazione dell’attentato del 23 maggio 1992. Al ricordo nell’Aula Bunker dell’Ucciardone hanno presenziato il vicepremier Matteo Salvini e il presidente della Camera Fico, mentre hanno disertato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il presidente della commissione Antimafia della Regione Sicilia Claudio Fava e il governatore della Regione Nello Musumeci. «Il mio augurio è che nessuna polemica sporchi le celebrazioni. È fondamentale che quel giorno, come accade da 26 anni, le istituzioni confermino con la loro presenza l’impegno dello Stato a portare avanti gli ideali a cui Falcone ha dedicato la sua vita fino all’estremo sacrificio», aveva detto alla vigilia delle commemorazioni Maria Falcone, sorella del giudice. «Il miglior modo di camminare insieme e quello di mantenere una memoria viva, non la retorica della memoria», ha aggiunto don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, poco prima di prendere parte al corteo partito da via D’Amelio.
Salvini: «Dopo quella bomba nulla è stato più come prima»
«Chi ha ucciso Falcone e Borsellino ha provocato tanto dolore ma ha anche svegliato il popolo italiano — ha detto il ministro dell’Interno Salvini — perché penso che dopo quella bomba nulla è più stato come prima». Il vicepremier leghista ha deposto una corona di fiori al reparto Scorte «Martiri di Capaci e via D’Amelio» presso la caserma Lungaro di Palermo. E ha aggiunto: «Ogni giorno che il buon Dio manda in terra ricordo e prego per gli agenti della scorta che hanno magari nomi meno ricordati ma che hanno scelto un mestiere difficile». Infine, una stoccata agli avversari politici: «Oggi è la giornata dell’unità nazionale contro le mafie. Sono incomprensibili le polemiche e le assenze”.A Palermo un grande corteo di giovani si è snodato per le vie della città. 1500 studenti, giunti con la nave della legalità, hanno fatto sentire la loro forza,la loro voce e lanciato la loro speranza di futuro che un’altra Italia è possibile, senza più lutti, senza più mafie.
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