Il 2 settembre 2020 i riflettori si accendevano sulla Mostra del cinema di Venezia, arrivata alla sua 77° edizione, era il primo festival cinematografico organizzato in presenza, in epoca Covid e divenne il modello da seguire anche per i successivi festival internazionali. Roberto Cicutto, presidente della biennale, la mattina del 26 luglio 2021, durante la conferenza stampa di presentazione dell’edizione 78 della Mostra del cinema, non nasconde il rammarico per la speranza disillusa di un ritorno alla normalità dopo un anno di convivenza con la pandemia, ma la determinazione di andare avanti è più forte e il festival ci sarà anche quest’anno e sarà grandioso, come suggeriscono i grandi titoli e autori presentati da Alberto Barbera con la sua consueta sicurezza e competenza, non prima di affrontare le questioni logistiche. I posti in sala disponibili saranno 4000, la metà della capienza massima, verrà richiesto il green pass per l’accesso alle aree e alle sale cinematografiche della mostra secondo le disposizioni dell’ultimo decreto-legge in vigore, come lo scorso anno sarà attiva la prenotazione e assegnazione del posto in sala online. Una delle novità di quest’anno è il grande ritorno delle case di produzioni americane nelle categorie principali della mostra. Fuori concorso tra i film più attesi ci sono Dune di Denis Villeneuve, la cui distribuzione è stata bloccata a novembre 2020, The last Duel di Ridley Scott, Last night in Soho di Edgar Wright, i cinque episodi della serie Scenes from a Marriage di Hagai Levi con Jessica Chastain e Oscar Isaac, Halloween Kills di David Gordon Green, dodicesimo episodio della saga con protagonista Jamie Lee Curtis, che riceverà il Leone d’oro alla carriera l’8 Settembre nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, in occasione della prima proiezione del film. Anche la carriera registica di Roberto Benigni verrà omaggiata con il leone d’oro alla carriera. Di rilevante importanza in questa edizione 78 è la presenza italiana. In Orizzonti troviamo un’autrice originale come Laura Bispuri che presenta il suo Paradiso del pavone con la sua attrice feticcio Alba Rohrwacher; in Orizzonti extra, una nuova categoria che prevede l’assegnazione di un premio degli spettatori, c’è il ritorno di Wilma Labate dopo il successo di Arrivederci Saigon presentato nel 2018 nella sezione Sconfini. La ragazza ha volato, è il titolo del suo nuovo film da una sceneggiatura dei Fratelli d’Innocenzo, grandi protagonisti del cinema italiano contemporaneo. Tra le opere di finzione fuori concorso, nel Bambino nascosto di Roberto Andò e in Ariaferma di Leonardo di Costanzo potremmo godere di interpretazioni di grandi attori come Silvio Orlando, Toni Servillo, Roberto Herlitzka. Molto atteso anche La scuola cattolica di Stefano Mordini con protagonisti le due giovani promesse del cinema italiano Benedetta Porcaroli e Giulio Pranno, il film è un adattamento del romanzo vincitore del premio strega 2016 di Edoardo Albinati. Dopo il suo recente film autobiografico Marx può aspettare Marco Bellocchio è di nuovo protagonista nel documentario Viaggio nel crepuscolo di Augusto Contento, una retrospettiva dei film del regista emiliano, è stato presentato da Barbera come imprevedibile e sorprendente. Ancora nella sezione documentari del fuori concorso troviamo una grande apertura verso il mondo della musica, a partire da Halleluja:Leonard Cohen di Daniel Geller, passando all’Italia con De André, storia di un impiegato di Roberto Leva che regalerà un concerto dal vivo di Cristiano De André Venerdì 10 Settembre, Ezio Bosso di Giorgio Verdelli e l’imperdibile Ennio di Giuseppe Tornatore, sul più grande compositore italiano per il cinema, Ennio Morricone. L’attesa più grande è per i 21 film che si contenderanno il leone d’oro per la migliore opera. Una selezione in cui convivono i grandi registi, le nuove promesse del cinema internazionale e autori sconosciuti ai non addetti ai lavori. Nelle prime categoria si collocano Pedro Almodovar, orgoglioso di tornare al lido con il film di apertura Madres Parallelas con protagonista Penelope Cruz; Jane Campion con The power of the dog con Benedict Cumberbatch e Kristen Dunst; Stephane Brizè con Un autre Monde, che vede protagonista Vincent Lindon, già visto a Cannes nel film vincitore della palma d’oro, il disturbante Titane; I Fratelli d’Innocenzo gareggiano con il loro attesissimo terzo lungometraggio America Latina, con Elio Germano; Pablo Larrain dopo Jackie in concorso nel 2016, torna con il ritratto di Lady Diana Spencer, ad interpretare questo difficile ruolo sarà Kristen Stewart; dopo Il giovane Favoloso, Capri Revolution e Il sindaco del rione sanità torna in concorso il veterano Mario Martone. Il suo ultimo film dal titolo Qui rido io, seguirà la storia del commediografo napoletano Eduardo Scarpetta interpretato da Toni Servillo. Inatteso è invece il ritorno del giovane regista messicano Michel Franco, dopo la vittoria l’anno scorso del gran premio della giuria per il divisivo Nuevo Orden. Sarà al lido con Sundown. Gabriele Mainetti dopo il successo di Lo chiamavano Jeeg Robot, firma un altro film di genere, Freaks out, l’ennesimo prodotto cinematografico dalla distribuzione bloccata per l’emergenza sanitaria. Gaston Duprat amato nel 2016 per il suo El ciudadano ilustre, è in concorso con la commedia Competencia oficial, che vede tra gli interpreti ancora Penelope Cruz insieme a Antonio Banderas. Paul Schrader sarà presente con il suo ultimo film The card counter con protagonista Oscar Isaac. Un grande ritorno è anche quello di Lorenzo Vigas con La Caja, dopo la vittoria del leone d’oro per Desde allà nel 2015. Infine tra i grandi nomi c’è quello di Paolo Sorrentino che si confronterà con il genere autobiografico con E’ stata la mano di Dio. Un esordio molto atteso è quello di Maggie Gyllenhaal che adatta il libro di Elena Ferrante La figlia oscura, in The lost daughter con Olivia Colman, Dalota Jhonson e Alba Rohrwacher. Dalla Francia Xavier Giannoli è il regista di Illusions Perdues, un altro adattamento dal romanzo di Balzac, tra gli interpreti Xavier Dolan e Gerard Depardieu. La giovane promessa del cinema internazionale Ana lily Amirpour potrebbe stupire tutti con Mona Lisa and the blood moon. Tra le scommesse di questa edizione ci sono Audrey Diwan e il suo film sulla questione dell’aborto L’evenement; Valentyn Vasyanovych e il suo Reflection; Michelangelo Frammartino con Il buco, il quale Barbera in conferenza stampa, descrive puro come un diamante. Il film più lungo della competizione con tre ore e mezza è On the Job: The missing 8, del filippino Erik Matti. Uno sguardo politicamente impegnato è presente in Leave no traces dalla Polonia e in Captain Volkonogov escaped, di Natasha Merkulova. Fare cultura in tempo di Covid è possibile e la Mostra del Cinema di Venezia ne è un esempio. In sicurezza si può ripartire.
Eleonora Ceccarelli
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