Sabato 12 luglio, nella sala conferenza del Park Hotel di Latina, si svolgerà il congresso provinciale del Partito Democratico. Nelle assemblee di Circolo alcuni militanti hanno messo saggiamente in risalto il ruolo che il Partito deve svolgere sia a livello locale che nazionale per favorire la pace, gettare le fondamenta per un mondo giusto e sereno. I venti di guerra hanno avuto la loro ripercussione su grandi e piccoli. Tanti iscritti hanno sentito il bisogno di allontanare il pericolo che incombe su tutti, avanzando proposte di pace possibili, senza limiti. Ogni azione va messa in campo per sostenere questa situazione insostenibile, con il completo rilascio degli ostaggi, con il diritto di vivere in pace di tutti i civili, insieme a una politica che possa finalmente garantire l’unità della Striscia di Gaza, della Cisgiordania sotto l’autorità palestinese, oltre che il riconoscimento dello Stato di Palestina, la fine dell’occupazione dei territori. Ma non va mai cancellato quanto è avvenuto e le responsabilità, quelle di Hamas, per il massacro del 7 ottobre e quelle del Governo israeliano per gli oltre centomila morti di Gaza. Si tratta di donne, bambini, in buona parte morti per le conseguenze della fame, del freddo pungente, dell’assurdo blocco di medicine e cure. Il futuro di pace si realizza se accompagnato dal diritto. La pace a lungo termine non si può realizzare con la negazione della giustizia per le vittime e per le loro famiglie addolorate e non tutelate.
Il Pd con coraggio e determinazione combatte ogni ideologia protesa a modellare un nuovo ordine mondiale fondato sul disprezzo di libertà, democrazia e dignità umana, battendosi per la distensione e unificazione europea. Per non perdere il senso del futuro, ritengo che l’Italia e la Comunità Europea abbiano il dovere politico, oltre che giuridico, di cooperare e sostenere chi tutela la legalità internazionale, non di negarla. Passando ad altro argomento va messo in risalto che con il perdurare del ristagno dell’economia globale gli impulsi xenofobi stanno dividendo il mondo in buoni e cattivi. Come combattere queste ostilità? La risposta per un Partito Democratico alternativo a chi governa va trovata in un forte legame con le persone puntando sull’amicizia vera, si riuscirà forse a invertire energicamente le torbide correnti dei conflitti in ogni parte del mondo, delle divisioni, dando origine a una cultura di pace basata sul profondo rispetto per ogni essere umano.
Un movimento consapevole e autenticamente partecipativo può fare la differenza.






















