La storia di Lino Mevi, che a ottantasei anni pensa al basket tutti i giorni.

50
Lino Mevi

La storia di Lino Mevi è bella ed invitante, a 86 anni pensa al basket tutti i giorni. Un giocatore e allenatore che ha lasciato il segno.
Chissà cosa penserebbe Papa Leone XIII, famoso per aver scritto l’enciclica Rerum Novarum, di questo suo nipote che ha fatto carriera nel basket. I Mevi sono sempre stati legati alla famiglia Pecci, Lino è nato ad Alatri, nel 1936. I l padre, mazziniano e repubblicano storico – amico di Oronzo Reale e Ugo La Malfa – non poteva diffondere le sue idee ed era stato sospeso dal lavoro. Nel 1947 il gruppo dei Mevi si trasferì a Formia, un centro balneare frequentato da sempre. Lino cominciò a giocare a pallacanestro e a calcio soprattutto in ambito scolastico grazie all’intraprendenza del professor Carcone. Poi fu la palla a spicchi a prevalere e il giovane Mevi fu tesserato a soli 14 anni dalla Libertas Formia, guidata da Tommaso Parasmo che poi divenne sindaco della città. Si giocava su campi in terra battuta. “Nel 1951 le uniche due squadre che non avevano tesserato giocatori stranieri eravamo noi e la Stella Azzurra Roma – ricorda Mevi – Caserta e Napoli facevano la parte dei leoni, anche Latina era una vera e propria stella”. Lino si è distinto prima con la maglia della Libertas poi con quella della Fabiani sul campo all’aperto in cemento dell’ex Avviamento. Ha giocato sino a 40 anni, dopo aver lasciato Formia, per motivi di lavoro, nel 1968. Il “maestro”, come lo chiamano gli amici più cari, ha concluso la carriera con i quintetti di Montecitorio e Cor Roma. Poi Lino ha cominciato la carriera di allenatore, guidando le formazioni giovanili femminili della Libertas Aurelio. Sono state tante le squadre famose guidate dal coach formiano: Italcable, Viterbo, Palestrina, Latina, Master Roma, Dlf Roma. Una carriera ricca di successi e densa di soddisfazioni.
Nel 2000 Lino Mevi ha deciso di lasciare Roma e di ritornare nella sua Formia: “Ho accettato volentieri l’invito degli amici Arturo Fabiani e Geppino Assenso che mi hanno coinvolto nell’attività giovanile. Mevi critica il basket di oggi: “C’è troppo campanilismo dice – non si lavora pensando alla crescita globale di tutto il movimento. Il reclutamento è difficile vista la concorrenza di altri sport. Bisogna cercare di non effettuare selezioni precoci, svolgendo un’ opera sociale che tutta la città riconosce. Ho sempre cercato di convincere gli istruttori ad essere bravi nell’insegnare i fondamentali individuali e a far divertire i bambini. Nessuno si deve sentire escluso dal gruppo, tutti vanno coinvolti completamente, devono tornare alle loro abitazioni felici di aver trascorso un pomeriggio in palestra. Nel basket c’è molta dispersione. Ho effettuato una icerca – prosegue Lino Mevi – l’80% dei praticanti i corsi di avviamento alla pallacanestro dopo due anni cessa l’attività, dobbiamo porre fine a questo inquietante fenomeno. Il nostro è uno sport abbastanza difficile da praticare, me ne rendo conto, ma dobbiamo renderlo accessibile a tutti e non creare degli scontenti”.
Lino Mevi ha scritto due libri tecnici importanti e di successo: e . Lo scorso anno ha tenuto stage per giovani cestisti invitato da Virtus Aprilia e Smg Latina.


News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.




Articolo precedenteLuigi Pacifico. Un ponzese in un campo di concentramento nazista.
Articolo successivoCoronavirus, il Goretti scoppia: 60 pazienti covid in attesa di ricovero, si sta attrezzando per ospitarli anche la Chiesetta al piano terra. La Asl: «E’ una guerra ma la vinceremo»
Paolo Iannuccelli
Paolo Iannuccelli è nato a Correggio, provincia di Reggio Emilia, il 2 ottobre 1953, risiede a Nettuno, dopo aver vissuto per oltre cinquant'anni a Latina. Attualmente si occupa di editoria, comunicazione e sport. Una parte fondamentale e importante della sua vita è dedicata allo sport, nelle vesti di atleta, allenatore, dirigente, giornalista, organizzatore, promoter, consulente, nella pallacanestro. In carriera ha vinto sette campionati da coach, sette da presidente. Ha svolto attività di volontariato in strutture ospitanti persone in difficoltà, cercando di aiutare sempre deboli e oppressi. É membro del Panathlon Club International, del Lions Club Terre Pontine e della Unione Nazionale Veterani dello Sport. Nel basket è stato allievo di Asa Nikolic, il più grande allenatore europeo di tutti i tempi. Nel giornalismo sportivo è stato seguito da Aldo Giordani, storico telecronista Rai, fondatore e direttore della rivista Superbasket. Attualmente è presidente della Associazione Basket Latina 1968. Ha collaborato con testate giornalistiche locali e nazionali, pubblicato libri tecnici di basket e di storia, costumi e tradizioni locali Ama profondamente Latina e Ponza, la patria del cuore.