La Vespa nella Storia dell’Arte, nel Cinema e nel Design
Di Sergio Salvatori
La Vespa è certamente lo scooter più famoso del mondo, almeno fino al termine degli anni ottanta del Novecento, quando la concorrenza giapponese è diventata molto aggressiva, la sua fama è stata tale da sovrapporre proprio il nome Vespa al nome comune scooter. In altre parole, Vespa è stato sinonimo di scooter: un autentico miracolo semiotico italiano.
Nata inizialmente a Biella dalla matita dell’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio nel 1945, dove, di fatto, è stata creata e progettata; anche se in seguito la Vespa sarà brevettata a Firenze il 23 aprile 1945, e successivamente prodotta a Pondedera all’interno delle officine Piaggio a partire dal 1946. Nel tempo ha conservato inalterate gran parte delle sue caratteristiche estetiche e motoristiche fino ad oggi. Dopo il successo ottenuto in Italia già alla fine del 1947 è penetrata rapidamente nei mercati francesi, spagnoli, tedeschi, greci, americani, dell’Asia e del sud America. Lo scooter italiano è diventato il simbolo del “miracolo economico”, aprendosi grazie alla pubblicità aziendale come immagine di libertà, di seduzione, di sportività e di giovinezza.
La Vespa è anche un’icona del design italiano, presente nella collezione permanente del MoMa di New York. E’ un fenomeno unico il rapporto tra la Vespa, la storia dell’arte, il cinema e il design. Erano gli anni della Dolce Vita e, più in generale, anni di grande fermento in campo cinematografico. La prima apparizione della Vespa sui grandi schermi avvenne nel 1953 nel film “Vacanze Romane”, di William Wyler, nel quale troviamo la famosa scena con Audrey Hepburn e Gregory Peck che solcano le vie di Roma in sella ad una Vespa; e ancora la Vespa compare come protagonista anche nelle commedie di Steno “I tartassati” del 1959, e di Dino Risi “Poveri, ma belli” del 1956, e nel film della “Dolce Vita” del 1959, il capolavoro di Federico Fellini ambientato nella Roma a cavallo tra gli anni ’50 e ’60. Vespa è un Brand profondamente urbano che va ben oltre la sua funzione di mezzo elegante e facile per la mobilità quotidiana. In sintesi dove c’è l’Italia c’è la Vespa.
Nel corso della sua vita, il marchio Vespa ha fatto parte di collaborazioni e edizioni limitate sempre all’insegna della creatività, dall’edizione con Dior a quella con Sean Wotherspoon. Fa parte inoltre di collezioni di musei italiani di design e di arte moderna come il Triennale Design Museum di Milano. La sua unicità ha reso la Vespa arte. Numerosi sono i riferimenti di opere di artisti contemporanei. Primo tra tutti Marco Lodola, artista fondatore del movimento Nuovo Futurismo.
Vespa ha anche un museo tutto per se, il nuovo Museo Piaggio inaugurato nel 2000 nel cuore della Toscana, nelle sale dell’ex officina del complesso industriale di Pondetera. E’ il più grande museo italiano dedicato alle due ruote, con i suoi 5000 metri quadrati di estensione, un vero gioiello per Vespisti e appassionati.
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