L’angolo delle curiosità: Italo Calvino (5)
Chi siamo noi, chi è ciascuno di noi se non una combinatoria d’esperienze, d’informazioni, di letture, di immaginazioni. (Italo Calvino)
Italo Calvino è stato uno dei più grandi intellettuali e romanzieri del Novecento capace di spaziare tra i generi e di mescolare con stile e ironia elementi del fantastico e del reale come dimostrano i titoli più significativi della sua produzione.
Per Italo Calvino il lavoro dello scrittore deve tener conto di tempi diversi: il tempo di Mercurio e il tempo di Vulcano, un messaggio di immediatezza ottenuto a forza d’aggiustamenti pazienti e meticolosi; una intuizione istantanea che appena formulata assume la definitività di ciò che poteva essere altrimenti; ma anche il tempo che scorre senza altro intento che lasciare che i sentimenti e i pensieri si sedimentino, maturino, si distacchino da ogni impazienza e da ogni contingenza effimera.
L’esattezza è una delle Lezioni americane che Italo Calvino, scrittore e intellettuale di grande impegno politico, civile e culturale, uno dei narratori italiani più importanti del secondo Novecento, ha trattato nella sua ultima opera, pubblicata postuma.
Italo Calvino (1923-1985), che è stato sicuramente uno degli scrittori e intellettuali più interessanti, profondi e versatili della storia del nostro Paese, ha dedicato alla favola una parte cospicua della sua opera letteraria. Il mondo fiabesco dello scrittore ligure ha suscitato echi e riverberi nella cultura italiana del tempo, determinando una nuova produzione di testi moderni per bambini, ninne nanne, filastrocche, sospese tra folklore e invenzione.
Il trittico calviniano “I nostri antenati”, è formato da “Il Visconte dimezzato”, “Il Cavaliere inesistente” e “Il Barone rampante”. Nei suoi scritti spesso guidati da un gusto ironico c’è grande leggerezza che non significa superficialità e c’è una grande libertà che scandisce i tre romanzi.
Eugenio Scalfari, compagno di banco di Italo Calvino al liceo di Sanremo, ricorda che nelle adunate del sabato, durante il periodo fascista. quando si marciava con un moschetto di legno, lo scrittore ligure era sempre l’unico fuori passo e fuori tempo.
La vicenda politica di Italo Calvino è contrassegnata dalla militanza nel Pci e dalla grande delusione e l’allontanamento dal partito dopo l’invasione sovietica dell’Ungheria, ma anche dal rapporto sempre distante, se pure attento, con i miti della sinistra. Perplesso per quanto riguardò il ’68, lo scrittore ligure che non credeva più alle rivoluzioni in quanto tali, fu deluso da Fidel Castro, tanto adorato da scrittori e intellettuali europei e americani.
Il Visconte dimezzato, uno dei tre romanzi che fa arte de Gli antenati rappresenta l’uomo moderno lacerato dalle contraddizioni: «Un romanzo che si sofferma su quel senso di auto-insufficienza tipicamente giovanile. In questo romanzo cavalleresco, attraverso una satira mai banale, Italo Calvino ci racconta del suo amore per le gesta letterarie del paladino Orlando, ma anche di quello per Voltaire e il suo Candido.
Vittore Carpaccio, pittore italiano, ha avuto una significativa influenza sul mondo poetico e immaginifico di Calvino. Lo scrittore ligure, infatti, riconosce nel pittore veneziano una fonte d’ispirazione visiva, stilistica e perfino narrativa.
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