“Lasciami andare”, un film che, nell’ambito della terza cultura, fluttua tra mistero e realtà, tra superstizione e scienza, tra meccanica quantistica e relatività

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Titolo: Lasciami andare

Regia: Stefano Mordini

Soggetto: Christopher Coake ( dal romanzo Sei tornato -2012)

Sceneggiatura: Stefano Mordini, Francesca Marciano, Luca Infascinelli

Musiche: Fabio Barovero

Produzione Paese: Italia, 2020

Cast: Stefano Accorsi, Valeria Golino, Maya Sansa, Serena Rossi, Antonia Truppo, Lino Musella, Elio De Capitani, […]

Marco (Stefano Accorsi) e Clara (Maya Sansa), novelli sposi, girano tra i canali di una Venezia incantevole, affascinante e coinvolgente, per comprasi casa. Ne visitano una che subito dopo comprano perché attratti da una caratteristica particolare: chiudendo la finestra di una stanza che volge su un canale appaiono delle strane figure in movimento sulla parete posteriore. In quella casa dopo cinque anni avviene una tragedia, la morte del loro unico figlioletto, che induce i due a divorziare. Successivamente Marco si risposa e saputa la bella notizia che Anita (Serena Rossi), la sua seconda moglie, è incinta, incomincia a risollevarsi dal greve senso di colpa che si porta appresso dal triste evento tragico. Un giorno,tuttavia, Marco e Clara, vengono contattati da Perla (Valeria Golino), la nuova proprietaria di quella casa, dove suo figlio Giacomo ha sentito la voce di un bambino che sembra abitare proprio lì: Mio figlio ha confessato che nella sua stanza parla un bambino. Ovviamente, Marco è scettico mentre Clara ci crede tant’è che secondo lei non è una coincidenza, è un segno.

Lasciami andare, trasposizione cinematografica del romanzo Sei Tornato (2012) dello scrittore americano  Christophee Coake , è uno di quei film che fa riflettere e che fa venire la voglia di rivederlo subito dopo per cogliere quegli attimi che spesso e involontariamente si perdono durante la prima visione. È un film la cui sceneggiatura si sviluppa tra mistero e realtà, tra superstizione e scienza, tra materia ed energia, tra l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande, tra apparenza e sostanza, tra finzione e verità.

Lasciami andare, un film che spazia nell’ambito della terza cultura, è originale, psicologico, dai risvolti imprevedibili, ricco di tematiche che fluttuano tra il sentimento e la scienza, che indugiano tra l’emozione e l’insensibilità, che contrappongono la negromanzia alla razionalità, ed è ben diretto e costruito come i pezzetti di un puzzle, con un cast di bravi attori, ciascuno dei quali esprime splendidamente il pathos connesso in modo proprio e accurato ai momenti vissuti con sofferenza o con ponderazione: si susseguono situazioni che mettono in risalto i dubbi individuali sulle certezze già acquisite, oppure i comportamenti umani come la falsità e la finzione che, come scriveva il filosofo stoico romano Seneca nelle Epistole, nemo potest personam diu ferre fictam: ficta cito in naturam suam recidunt (nessuno può portare a lungo una maschera finta: le cose finte cadono per loro stessa natura).

Lasciami andare è anche un film fecondo di tematiche scientifiche, tra cui quella dell’equivalenza einsteiniana tra materia ed energia, o della concezione del tempo interpretato alla luce di teorie come la relatività o la meccanica quantistica, ma che è stato intuito straordinariamente anche dall’animo umano così come sottolinea il poeta americano Thomas S. Eliot, in Quattro quartetti (Garzanti,1994): Il tempo presente e il tempo passato sono forse presenti entrambi nel tempo futuro. E il tempo futuro è contenuto nel tempo passato; oppure come ha scritto lo scrittore siciliano Vitaliano Brancati, in Paolo il caldo (Mondadori,2018): Ho l’impressione che quello che noi chiamiamo presente sia la coscienza che abbiamo di uno spazio limitato della realtà. La realtà è smisurata, immobile ed eterna. Noi passiamo, come i ciechi, la punta del dito sulla riga dei fatti e ogni volta che ne percepiamo uno, diciamo che sta accadendo. Ho l’impressione che la mia futura giovinezza, la mia maturità, la mia vecchiezza e la mia morte esistano già  e da sempre, e che io me ne vada accorgendo progressivamente. La successione del tempo è l’incapacità di raccogliere tutto in un solo sguardo: la realtà penetra a goccia a goccia nel nostro essere. … Se vogliamo attribuire alle cose un’esistenza al di fuori di noi, il passato dovrebbe ritrovarsi nel mondo vivo e reale come il presente, poiché il presente non sarebbe altro che il momento in cui noi investiamo le cose con la nostra coscienza.

Il film è stato presentato, fuori concorso, alla Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia 2020 come film di chiusura

Filmografia

Provincia meccanica (2005), Acciaio (2012), Pericle il nero (2016), Liberi sognatori – La scorta di Borsellino (2018), Solo – seconda stagtione (2018), Il testimone (2018), Gli infedeli (2020).

Francesco Giuliano


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Francesco Giuliano
Giuliano Francesco, siciliano d’origine ma latinense d’adozione, ha una laurea magistrale in Chimica conseguita all’Università di Catania dopo la maturità classica presso il Liceo Gorgia di Lentini. Già docente di Chimica e Tecnologie Chimiche negli istituti statali, Supervisore di tirocinio e docente a contratto di Didattica della chimica presso la SSIS dell’Università RomaTre, cogliendo i “difetti” della scuola italiana, si fa fautore della Terza cultura, movimento internazionale che tende ad unificare la cultura umanistica con quella scientifica. È autore di diversi romanzi: I sassi di Kasmenai (Ed. Il foglio,2008), Come fumo nell’aria (Prospettiva ed.,2010), Il cercatore di tramonti (Ed. Il foglio,2011), L’intrepido alchimista (romanzo storico - Sensoinverso ed.,2014), Sulle ali dell’immaginazione (NarrativAracne, 2016, per il quale ottiene il Premio Internazionale Magna Grecia 2017), La ricerca (NarrativAracne – ContempoRagni,2018), Sul sentiero dell’origano selvatico (NarrativAracne – Ragno Riflesso, 2020). È anche autore di libri di poesie: M’accorsi d’amarti (2014), Quando bellezza m’appare (2015), Ragione e Sentimento (2016), Voglio lasciare traccia (2017), Tra albori e crepuscoli (2018), Parlar vorrei con te (2019), Migra il pensiero mio (2020), selezionati ed editi tutti dalla Libreria Editrice Urso. Pubblica recensioni di film e articoli scientifici in riviste cartacee CnS-La Chimica nella Scuola (SCI), in la Chimica e l’Industria (SCI) e in Scienze e Ricerche (A. I. L.). Membro del Comitato Scientifico del Primo Premio Nazionale di Editoria Universitaria, è anche componente della Giuria di Sala del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2018 e 2019/Giacarlo Dosi. Ha ricevuto il Premio Internazionale Magna Grecia 2017 (Letteratura scientifica) per il romanzo Sulle ali dell’immaginazione, Aracne – NarrativAracne (2016).