Latina – Sono stati condannati rispettivamente ad otto e quattro anni di reclusione Antonio «Patatino» Di Silvio, 29 anni, e Ferdinando «Prosciutto» Di Silvio, 23 anni. E’ questa la sentenza emessa nella giornata di ieri dal giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Cario, il quale ha accolto la prospettazione del pubblico ministero Marco Giancristofaro; quest’ultimo ha chiesto per i due imputati – accusati a vario titolo di rapina e tentata estorsione – rispettivamente la pena di sette e quattro anni di reclusione.

Al termine della camera di consiglio ieri pomeriggio il giudice ha emesso la sentenza e tra novanta giorni si conosceranno le motivazioni della sentenza. Antonio e Ferdinando Di Silvio erano stato stati arrestati dagli agenti della Squadra Mobile a vario titolo con l’accusa di rapina e tentata estorsione, a seguito della denuncia della madre della parte offesa, un ragazzo residente nel capoluogo pontino. L’inchiesta risale a quasi un anno fa: la donna aveva riferito infatti che il figlio ha subito delle minacce a quanto pare per un debito legato alla droga e in una circostanza era stato pesantemente minacciato nel corso di una irruzione a casa. Il primo tassello investigativo aveva portato al fermo di “Patatino” la notte in cui erano avvenuti i fatti, in un secondo momento gli inquirenti avevano attribuito un ruolo anche al fratello Ferdinando detto Prosciutto.

Ieri è stata messa la parola fine con la sentenza del processo per i due fratelli, figli di Romolo Di Silvio, tra i personaggi più influenti del clan, detenuto per la condanna dell’omicidio di Fabio Buonamano, ucciso nel 2010 durante la guerra criminale.


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