LATINA- Personaggi di una volta, quelli che il tempo non cancella. Fanno riscoprire la Latina di un tempo, gaudente e sorridente. Tanti uomini genuini che riempivano le nostre giornate gioiose.

Antonio era un non vedente molto furbo che dialogava con i commercianti di corso della Repubblica, suoi grandi amici. Non sbagliava un nome, passo dopo passo. I suoi orari erano sempre gli stessi, non perdeva un secondo porgendo la mano per ricevere qualche liretta. “Zazà il limonaro” e i famigerati buchi al cartone erano un cult cittadino. Ha fatto una brutta fine, cadendo dal treno a Latina Scalo. Tutti ricordano Zazà, all’anagrafe Gerardo Tedesco, mentre vendeva limoni presso il mercato coperto ed era solito armeggiare con la…terza gamba, così la chiamava con convinzione. Tre limoni costavano cento lire, un prezzo alla portata di tutti. Il pomeriggio Zazà si dedicava ad oliare le serrande dei negozi per aumentare le sue entrate.

Antonio, il non vedente, augurava buone cose a tutti in cambio di qualche spiccio da porre in una scatola vuota di sardine. Taluni sostenevano che possedeva tanti appartamenti. Era vero.

Le sorelle Pesce  risiedevano in via Neghelli, dalle parti di piazza Roma. Urlavano cose incomprensibili quando litigavano in mezzo alla strada. Si formava un capannello di gente incuriosita da quelle due donne vestite sempre di nero. Pino Radiolina abitava alle Gescal, tragico il suo attaccamento alla radio: la mente fu sconvolta dal suicidio del fratello, nella stanza c’era una radio che suonava quando lo trovò. Pino ogni giorno si recava alla Lert Lazio, in via Isonzo, per comprare le batterie.

UFO indossava strani pantaloni corti mentre passava sulla Lambretta in piedi a braccia larghe. Transitava davanti il bar Jolly, in piazza della Libertà, gridava ai giovani zazzeruti seduti ai tavolini: <Capelloni mi son fatto dieci seghe>. Lo chiamavano anche Bepi Castagna, non abbiamo mai capito perchè.

I più famosi tra i cittadini stravaganti erano i famosi bruscolinari del cinema Giacomini. Di Salvatore Minenna, il fratello di Franco, ricordo i trionfali giri di campo con la fascia tricolore nell’intervallo delle partite del Latina Calcio, con il pubblico in piedi ad applaudire, prometteva che al prossimo Carnevale avrebbe sparato in piazza del Popolo la neve artificiale

Durante le processioni religiose vestiva da vigile urbano e dirigeva il traffico, con tanto di fischietto in bocca. Si formavano lunghe file di auto, qualcuno lo malediva. I due fratelli Minenna essiccavano i bruscolini sul balcone, in via Adua, dove abitavano con i genitori, a piano terra. A mezzogiorno non ne trovavano nemmeno uno. Sparivano tutti. Era uno scherzo dei vicini di casa che ridevano a crepapelle. Il pomeriggio lo passavano davanti al cinema Giacomini, con lupini e bruscolini in vendita nella carta di giornale.

Ova – altro personaggio bizzarro e pittoresco – bazzicava ai giardinetti pubblici su una carrozzella, aveva montato astutamente uno specchietto retrovisore per ammirare le bellezze femminili dal basso, davanti le panchine. Un genio?

Alfonsino era detto simpaticamente Peee Peee. Suonava la trombetta della sua bici ad ogni incrocio stradale lungo via Piave. Il mitico barbiere Walter Bulgarelli, in piazza della Libertà, ogni volta che assumeva un lavorante lo faceva esercitare sul volto di Alfonsino, la barba era accurata e ben rasata. Eccome.


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