Le parole sono importanti

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Ogni parola, prima di essere pronunciata, dovrebbe passare tre porte: Sull’architrave della prima è scritto: è vera? Sulla seconda campeggia: è necessaria? Sulla terza è scolpita l’ultima richiesta: è gentile? 

Socrate

Il libro del professore Marco Balzano, Le parole sono importanti – Dove nascono e cosa raccontano (Editore Einaudi), è molto importante per gli appassionati del linguaggio, per gli studenti e per gli studiosi, perché parla dell’etimologia, dello studio delle parole e della loro storia con riguardo alla fonetica, alla morfologia e alla semantica.

Nell’introduzione l’autore afferma, per quanto riguarda la nostra educazione linguistica, che «saremmo dei parlanti migliori se ci avessero abituati a guardare le radici delle parole, a smontarle, a riconoscere prefissi e suffissi, derivati e omologhi. Invece a scuola ci insegnano a scrivere (a parlare no), ma non ci dicono che le parole hanno corpo e si possono maneggiare».

Utilizzare il dizionario etimologico per conoscere grappoli e famiglie intere di parole, oltre che interessante, può diventare un vero e proprio piacere intellettuale per diventare parlanti più attenti, per padroneggiare la lingua nella sua storicità, per attribuire ad ogni parola più significati, per stabilire metafore, similitudini e per istituire confronti fra le parole che si adoperano.

L’etimologia è una disciplina empirica, trasversale che, insieme alla filologia, aiuta gli studenti ad acquisire un metodo sperimentale, a imparare a fare ricerca e a conoscere la lingua per poterla proteggere e migliorare, poiché la conoscenza influisce sul comportamento linguistico e quindi sul pensiero.

Secondo l’autore l’etimologia svolge una funzione civile poiché spinge l’uomo, capace di manipolare le parole, a non rassegnarsi ad usare una lingua banale, appiattita su sensi unici.  Infatti acquisire una forma mentis etimologica è vantaggioso perché spinge ognuno a non attribuire un solo significato ad un vocabolo, a non fermarsi al suo significato originario, primario, ma a conoscere l’enorme gamma di significati che una parola può avere.  

Le parole nel corso dei secoli hanno accumulato complessità e si sono caricate di sfumature e per questa loro ricchezza, stratificata nel tempo, sono da sempre al centro dei nostri pensieri e dei nostri sentimenti. Ci sono parole che per ragioni storiche, morali, artistiche hanno assunto, nel tempo, un senso molto più ampio di quello che racchiude la loro etimologia.

L’autore nei diversi capitoli del libro, attraverso appassionanti scavi etimologici, prende in esame, senza tecnicismi né digressioni accademiche, dieci parole ampie e prismatiche, utilizzate in modo parziale e non sempre corretto, troppo spesso esemplificate o banalizzate dai media, dalla politica e dalla pubblicità, per individuarne il significato primigenio e le loro alterazioni.

Le prime cinque parole esaminate sono: divertente, confine, felicità, social, memoria; le altre cinque sono: scuola, contento, fiducia, parola, resistenza. L’autore attraverso un’analisi puntuale di ogni vocabolo dimostra come ogni parola ha un’origine, una storia da rispettare, un corpo e una gamma di significati da tenere in considerazione  perché ha una sua indipendenza e una sua vita.

Nelle sue riflessioni l’autore sottolinea il fatto che le parole, nel loro campo semantico di riferimento, possono essere utilizzate in maniera astratta, metaforica, letterale e, poiché il pensiero umano è fondamentalmente sia sociale che pubblico, le parole e gli atti degli altri ci cambiano continuamente. E le parole, scrive l’autore nell’ultimo capitolo del libro, non bastano mai e non sempre è facile scegliere quelle giuste. Pertanto occorre conoscere i vocaboli nel loro significato vecchio e nuovo, che corrispondono alle azioni essenziali da compiere per interagire con gli altri.

Dalla lettura del libro si rafforza l’idea che le parole non sono neutre, non sono inerti e passivi strumenti, ma hanno “una storia da raccontare”, un’anima e vanno comprese, usate con rispetto e non vanno banalizzate, svuotate di significato, perché non servono solo a trasmettere informazioni, ma sono utili e necessarie per creare relazioni, generare dialogo e favorire il confronto.

Le parole sono importanti. Dove nascono e cosa raccontano di Marco Balzano è un libro da consigliare ai lettori più giovani, utile da leggere per uomini e donne di ogni età, per ridare importanza e spessore semantico alle parole ibride del nostro tempo, logorate dall’uso massificato.

 


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