La raccolta di poesie “Voglio lasciare traccia” è stata selezionata nel concorso Libri di-versi in diversi libri, in ricordo del poeta scrittore Salvatore Di Pietro, Collana Araba Fenice, Libreria Editrice Urso, edizione 2016 – 2017, e questa è la poesia che ha dato il titolo all’omonima raccolta:
Voglio lasciare traccia
Voglio lasciare traccia
come fa il vomere in terra
per dare germoglio
al seme che è in me
per nutrire chi
non m’ha voluto
conoscere
m’ha disprezzato
o anche ignorato
Voglio lasciare traccia
come fa il vomere in terra
con un solco profondo
per rimuovere
la stupidità umana
figlia dell’ignoranza
che come zizzania
infesta ogni cosa
facendola evaporare
e disperderla ognora
Voglio lasciare traccia
come fa il vomere in terra
per far riflettere
sulle cose del mondo
che l’inquinano
irrimediabilmente
e lo trascinano
in un imo acquitrino
senza ritorno
- Presentazione
ll poeta, in questa quarta raccolta, attraverso la sua perspicacia accorta ed emotiva e con l’attenta osservazione di tutto ciò che avviene nel mondo, continua il suo peregrinare nell’animo umano rivelando, ancora una volta, le sue commozioni e il suo attaccamento alla natura da cui trae continuo sostentamento.
Mentre sta adagiato “sull’amaca …”, guarda il cielo tra “le fronde odorose di tamerice” che “come finestre si aprono al mondo”, si immerge nella sua immensità che nel “silenzio gli dà il respiro”, e coglie con la meditazione la perenne diatriba tra la bellezza e la bruttezza insite nell’animo dell’essere umano.
Da una parte, infatti, il poeta insegue gli armoniosi passi della bellezza, che continuamente cerca nel suo “giardino segreto”, dove un giorno entrò per “dormire e sognare” una “divina creatura” e per cogliere “l’amore” che osanna con grande passione e che cerca “nei meandri della società”. Nel frattempo, sopravvengono impetuosamente, dall’altra parte, “giorni tetri profondamente tristi” che, con la celebrazione del “giorno della memoria”, gli fanno scoprire il “plagio irreversibile” che molti giovani, la cui “umanità è perduta” per sempre, subiscono acriticamente seminando “terrore” e “improvvisa morte” in “un’alienata società fonte d’infinita bruttezza e di immane meschinità”. Turbamenti emozionali e turbinosi vanno e vengono nel suo animo mentre, trafitto dai raggi “del sole vivo calar scarlatto” brillante e fiammante, s’assopisce “sotto una coperta d’odorosi fiori” per godere di un po’ di serenità.
- Note di critica
Un versificare delicato dove l’amore per la natura trapela da ogni pennellata lirica con cui l’autore dipinge i versi. Si percepisce un gran dolore ed una profonda sofferenza lenita appena dalla speranza che le parole, la “Poesia” possa diventare seme nell’animo del lettore e far germogliare così nuovi pensieri, fiori del futuro che con le loro radici prosciughino il pantano in cui si macera il mondo odierno e facciano evaporare il disprezzo, l’ignoranza, la zizzania … seme che fruttifichi in un domani migliore … Complimenti all’autore! (Nina Esposito)
Voglio lasciare traccia di questa mia vita…una traccia indelebile, che non scompaia sotto il pesante giogo di chi non mi vuole, di chi mi disprezza, di chi semina zizzania e di chi semina caos e maldicenze. Voglio lasciare traccia di quella realtà esistente che non può finire con una sola vita, ma deve perdersi nell’eternità! (Erica Gavazzi)
- I poeti secondo me
I poeti secondo me sono bambini che giocano: come i bambini costruiscono un mondo. Sono formatori di mondo, direbbe Heidegger. I poeti, prima d’esser poeti, devono vivere come fossero bambini: un poeta non può e non deve diventare adulto. Da adulti non si può più esser poeti perché viene a mancare qualcosa che per i poeti è fondamentale. Questo qualcosa è la psiche: vanno cercate nella psiche le cause che ci fanno sentire adulti o che ci fanno restar bambini. Ma un conto è guardare la psiche di un adulto e un conto è guardare la psiche di un bambino. La consistenza del soggetto oscilla tra le sponde di una vita doppia. Fra queste due condizioni dell’esistenza umana c’è di mezzo il coraggio. Il bambino non ha alcun timore di portare alla luce il materiale psichico che custodisce dentro di sé: il bambino, per definizione, è il soggetto che ha coraggio. Non dimentichiamoci che solamente ai bambini è riuscito di dire che il re è nudo. L’adulto questo coraggio non ce l’ha. I poeti, per esser poeti, devono avere il coraggio di far vedere ciò che si ha dentro. Freud ha scritto che per la psicoanalisi i poeti sono alleati preziosi, in quanto essi sanno in genere una quantità di cose fra cielo e terra che il nostro sapere accademico neppure sospetta. L’adulto non ha scampo, se vuole utilizzare la psiche deve ritornare bambino. Ritrovare la fanciullezza a partire dal ricordo, per giungere a quella topica della psiche che è l’inconscio, ed è la topica che serve ai poeti. L’inconscio si sottrae a qualsiasi lettura, ma dal punto di vista delle immagini è molto generoso. Di immagini de-liranti ne offre tantissime, occorre che qualcuno le sappia apprezzare in senso ermeneutico, soprattutto quando si cerca di fare i conti col destino. A me è capitato di dedicare molto tempo alle riflessioni sul delirio, ma rimanendo aggrappato ad una sponda letteraria da quel delirio non mi sono più liberato, ed era esattamente quello che io volevo. Il delirio trae il suo nome da una metafora contadina, dall’atto del de-lirare, dell’oltrepassare la lira, la striscia di terreno compresa tra due solchi. L’idea di uscire dal seminato potrebbe sembrare irragionevole, ma uscire fuori dell’ordinario è il modo migliore di rappresentare la sostanza psichica nel tentativo di venire a capo della sua complessità. Come ha suggerito Hillman con le metafore: Hillman non sacrifica l’inconscio, semplicemente lo propone in maniera diversa da Freud. Dalle metafore nasce la poesia: la poesia non può essere niente altro all’infuori che poesia. Quindi è la metafora della metafora che apre un mondo in cui qualcosa di assolutamente nuovo viene all’essere. I poeti secondo me sono persone che meritano che si parli loro, anche quando sarebbe meglio tacere. (Antonino Muccio, Presidente della Giuria della sesta edizione)
News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.




















