E’ ferma la cronaca degli eventi o la pubblicazione dei risultati sportivi nel mondo, passando per le polemiche rituali.  Lo sport mondiale ha deciso di fermarsi, dopo resistenze fino all’ultimo e rinvii che saranno inevitabili, come ha fatto l’Uefa, la Federcalcio europea. In questi giorni non si possono raccontare i protagonisti della domenica, fare sentire l’odore della terra rossa dei campi da tennis, descrivere le corse dei rugbisti verso la meta o le curve delle sciatrici; il palleggio su parquet del basket, la schiacciata potente nel volley, la piscina della pallanuoto, i cazzotti nel pugilato. Non si può conoscere il momento della Ferrari, la nazionale tinta di rosso con il cavallino rampante a fare bella mostra, ma è bello scovare atleti poco conosciuti che vincono in sport che tanti snobbano da sempre, sbagliando di grosso.

Raccontare grandi storie sportive è meraviglioso. Sono in migliaia a cimentarsi bene, con professionalità, cura e competenza E’ come un grande romanzo a puntate. Lo stanno facendo Ginesio Bernardini e Agostino Carucci – appassionati di calcio di Latina e Terracina – rampolli di famiglie storicamente legate al calcio migliore, Paoletto Annunziata sul suo sito Tuttocalcio Pontino ne inventa un più del diavolo, tante iniziative per tenere desto l’interesse dei seguaci, sempre guardando ai…bei tempi. Nel basket Raffaele Imbrogno – coach di Sezze – propone la sua tesi di laurea ai giovani allenatori, Stefano Urgera sul Messaggero scrive novelle di basket che fanno piacere a chi le ha vissute in prima persona, Marco Guratti sulla pagina facebook Under 17 Eccellenza propone sempre cose interessante, gli iscritti aumentano di giorno in giorno. In tanti postano foto del passato, lo stesso cercheremo di dire la nostra su quello che succede legato all’emergenza dell’epidemia in corso, e di come questo cambia e cambierà gli eventi sportivi previsti nelle prossime settimane. Lo sport è anche storia, ogni impresa è scoperta di novità e bellezza. Abbiamo tanto da raccontare, per farci compagnia in queste settimane con spalti vuoti a malincuore. Luca di Bella – bravissimo giornalista di Latina – è sempre presente su Rai Sport, canale eccellente. Vale la pena seguirlo. Noi del basket ci siamo, con un continuo scambio di opinioni, di esperienze.  Passiamo ore sui libri, come sempre. Lo sport ha assunto in questi ultimi anni un significato anche socio-sanitario con evoluzioni nelle singole realtà di gestione sportiva. Questa nuova situazione, che sta continuando ad evolversi, ha richiesto e richiede operatori sempre più preparati ed aggiornati. Questi cambiamenti, che si sono diffusi in modi e livelli diversi in quasi tutte le realtà e discipline sportive, hanno inevitabilmente modificato le motivazioni di chi pratica attività. Mentre le motivazioni sono cambiate, le modalità di gestione, organizzative, relazionali dei dirigenti sportivi delle associazioni sono state raramente modificate. Mentre l’arbitro, il tecnico, l’allenatore ed il preparatore atletico spesso hanno recepito l’evolversi della situazione, aggiornandosi, il dirigente ha continuato – nella maggior parte dei casi – ad ispirarsi a modelli ormai superati. La difficoltà del dirigente a mettersi in discussione, a rivedere il proprio ruolo all’interno della società sportiva si segnala in quasi tutti i club. Si tratta di una delle principali cause della mancanza di ricambio e della difficoltà a trasmettere ai giovani l’esperienza e le peculiarità del gestire una associazione. Si pensa di solito ad una formazione dei dirigenti solo dal punto di vista amministrativo/organizzativo, raramente si pensa ad una formazione permanente come valorizzazione del ruolo educativo e della crescita personale. Le lingue straniere – sempre più necessarie – sono un tabù. Il dirigente sportivo dovrebbe quindi rivoltare il suo ruolo: riscoprirsi e valorizzarsi come gestore dei gruppi, delle risorse umane all’interno del sistema squadra, facilitare i rapporti fra i vari componenti ed interlocutori della società. Speriamo bene, il tempo a disposizione è tanto.

Buona Pasqua a tutti i nostri lettori

 


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Paolo Iannuccelli
Paolo Iannuccelli è nato a Correggio, provincia di Reggio Emilia, il 2 ottobre 1953, risiede a Nettuno, dopo aver vissuto per oltre cinquant'anni a Latina. Attualmente si occupa di editoria, comunicazione e sport. Una parte fondamentale e importante della sua vita è dedicata allo sport, nelle vesti di atleta, allenatore, dirigente, giornalista, organizzatore, promoter, consulente, nella pallacanestro. In carriera ha vinto sette campionati da coach, sette da presidente. Ha svolto attività di volontariato in strutture ospitanti persone in difficoltà, cercando di aiutare sempre deboli e oppressi. É membro del Panathlon Club International, del Lions Club Terre Pontine e della Unione Nazionale Veterani dello Sport. Nel basket è stato allievo di Asa Nikolic, il più grande allenatore europeo di tutti i tempi. Nel giornalismo sportivo è stato seguito da Aldo Giordani, storico telecronista Rai, fondatore e direttore della rivista Superbasket. Attualmente è presidente della Associazione Basket Latina 1968. Ha collaborato con testate giornalistiche locali e nazionali, pubblicato libri tecnici di basket e di storia, costumi e tradizioni locali Ama profondamente Latina e Ponza, la patria del cuore.