Londra (eu24news.eu) – Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato che il Regno Unito potrebbe riconoscere formalmente lo Stato di Palestina già a settembre 2025, qualora Israele non accetti un cessate il fuoco a Gaza e non garantisca l’accesso umanitario ai civili.
Il riconoscimento non è ancora ufficiale, ma rappresenta un cambio di passo importante nella linea diplomatica britannica: oltre 220 parlamentari britannici hanno chiesto al governo di compiere questo passo, e secondo quanto riportato da diverse fonti internazionali, la finestra di settembre viene valutata come opzione concreta.
“Lo Stato palestinese è un diritto inalienabile”, avrebbe dichiarato Starmer secondo fonti diplomatiche, aggiungendo che il riconoscimento resta condizionato a un impegno credibile di Israele verso una soluzione politica e allo stop alle operazioni militari nella Striscia di Gaza.
Aiuti umanitari su Gaza: l’Europa studia lanci aerei
Nel frattempo, Germania, Francia e Regno Unito hanno annunciato l’intenzione di avviare nei prossimi giorni missioni umanitarie via aerea su Gaza, in collaborazione con la Giordania. I dettagli operativi non sono ancora stati resi pubblici, ma il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha parlato di una risposta simbolica ma necessaria, annunciando il possibile coinvolgimento di due aerei militari tedeschi già da questa settimana.Anche Parigi ha fatto sapere, tramite fonti diplomatiche, che valuterà l’invio di forniture di emergenza nei prossimi giorni. L’obiettivo è rafforzare la presenza europea nella regione e rilanciare il ruolo dell’Unione nella crisi mediorientale. Un primo pacchetto di interventi, riferiscono fonti ufficiali europee, prevederebbe anche l’evacuazione di minori bisognosi di cure mediche, ma l’intera operazione resta ancora in fase preparatoria.
Emergenza umanitaria: oltre 60.000 vittime secondo l’ONU
I numeri restano drammatici. Secondo le Nazioni Unite, le vittime civili nella Striscia di Gaza avrebbero superato quota 60.000. Il sistema sanitario è al collasso, e l’accesso agli aiuti umanitari è gravemente ostacolato. Le organizzazioni umanitarie avvertono che i lanci aerei, se non coordinati con corridoi terrestri stabili, rischiano di essere inefficaci o addirittura pericolosi. La stessa ONU sottolinea che servirebbero almeno 500 camion al giorno per coprire i bisogni primari della popolazione. I lanci dall’alto, oltre a essere costosi e a rischio di dispersione, non possono sostituire un flusso stabile e diretto di beni essenziali.
Una partita geopolitica aperta
Il possibile riconoscimento della Palestina da parte del Regno Unito – se concretizzato – si inserisce in una nuova dinamica diplomatica europea. La Francia ha già espresso in più occasioni il sostegno alla soluzione dei due Stati, mentre la Germania mantiene un profilo più prudente ma partecipa attivamente all’iniziativa umanitaria comune. Il viaggio dei ministri degli Esteri dei tre Paesi, previsto nei prossimi giorni in Israele, potrebbe rappresentare un banco di prova per il nuovo asse europeo. L’obiettivo condiviso è contenere l’escalation, rilanciare una trattativa politica sostenibile e offrire una risposta concreta alla crisi umanitaria in atto.
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