ROMA – Lucia Salcone morta carbonizzata nell’auto, arrestato il marito: «Incidente stradale simulato, colpita alla testa e poi bruciata viva». Svolta drammatica nelle indagini sulla morte di Lucia Salcone, la donna trovata carbonizzata all’interno della sua auto nel foggiano a San Severo. Nelle scorse ore i carabinieri hanno arrestato il marito, ritenuto responsabile di un omicidio aggravato al termine di un’indagine che ha ribaltato l’ipotesi iniziale di incidente stradale.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’incidente sarebbe stato simulato per coprire un delitto. La donna sarebbe stata colpita violentemente alla testa, perdendo conoscenza, e successivamente l’auto sarebbe stata data alle fiamme, provocandone la morte tra le fiamme.

Determinanti per la svolta sono stati gli accertamenti medico-legali, le analisi tecniche sul veicolo e la ricostruzione della dinamica dell’evento, che non avrebbe presentato compatibilità con un sinistro accidentale. Gli investigatori avrebbero inoltre raccolto gravi indizi a carico del coniuge, tra incongruenze nel racconto, elementi scientifici e riscontri oggettivi.

La Procura contesta all’uomo un quadro accusatorio pesantissimo, che parla di premeditazione e di un tentativo di depistaggio attraverso la messa in scena dell’incidente. L’arresto è scattato al termine di un lungo lavoro investigativo, che ha permesso di ricostruire le ultime ore di vita di Lucia.

La comunità è sotto shock per una vicenda che lascia sgomenti e che riaccende i riflettori sulla violenza domestica e sui femminicidi. Nelle prossime ore sono attesi ulteriori dettagli dall’autorità giudiziaria, mentre proseguono gli accertamenti per definire con precisione movente e responsabilità.

 


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