E’ normale avere a mensa o in salotto degli ospiti fissi o ricorrenti ma la Nostra Signora dei Turchi, lei proprio come Lilì Marelene, tutte le sere con i suoi ospiti sotto quel “lampione”,alle 81/2 precise, esagera davvero nelle sue prestazioni concedendosi a dismisura a “turchi” che,a lungo andare, andrebbero quanto meno esautorati. Parlo di EmmeTi (Travaglio), colui che alla stregua di un Farinata (niente a che vedere con quel grande,per carità!) erto e impettito s’erge dal suo “sarcofago”(Il Fatto) per mostrarsi, senza soluzione di continuità, arrogante e tracotante “,,,dritto / dalla cintola in sù tutto”, a insultar indistintamente “lupi e agni”, a difender spudoratamente color che la dritta via smarrita hanno e lui gliela spiana. Insomma, chi lo avesse visto nell’ultima,ennesima apparizione sotto il lampione della Lilli, mi chiedo se non abbia avuto come me l’impressione di un Cerbero che orrendamente latra.: il ghigno beffardo e imperioso, gli occhi medusei di una virago transessuale, parole velenose e sprezzanti contro i vilipesi e faziosamente offesi. In difesa, non sempre implicita, di color che mai fur vivi siano essi il Grasso, il Magro, l’Anoressico, l’Imbecille o il Caron Dimonio della situazione. Colui che da lassù (il Fatto) tutto move e governa, che con quella bocca -una fessura d’inferno- crede di poter dire tutto quel che vuole e sa che neanche la Virna Lisi al tempo del dentifricio Durbans (Carosello). Ma chi c….crede di essere? Mi accingo a fare una petizione alla Sette (Gruber) perché si valuti l’opportunità di risparmiare gli ascoltatori da tanto strazio e prolungato travaglio; se sia davvero necessario erigere un monumento a un simile Lucifero e non convenga,invece, scaraventarlo nel buco del dimenticatoio. Si dirà: il pluralismo delle idee-opinioni e della informazione, in tal caso, a mio avviso, trattasi della sadica tendenza a fare audience ricorrendo a personaggi oltremodo sgradevoli,nel caso del Soggetto in questione, a un uomo che presume di sapere troppo e di avere il diritto di fustigare, censurare e argomentare ad libitum. Un Demone dostojevskiano, magari l’altra faccia di un altro Demone ( Salvini), entrambi da destinarsi nelle malebolge dantesche. Demoni dai quali il Padre nostro potrebbe liberarci in remissione dei nostri peccati. (gnaul)






















