Ha vinto il più forte, cioè il Palermo, ma non quello che ha giocato meglio. Che – volendo – è una annotazione positiva, nella passata stagione non capitava quasi mai. Diciamolo francamente, il Palermo ha fatto un passo indietro, soffrendo il Latina anche quando la gara sembrava finita, con i rosa in vantaggio e in superiorità numerica.
La prima mezz’ora è stata sottotono, con poca sincronia tra i reparti e un centrocampo che non girava. Solo l’episodio del rigore ha cambiato l’inerzia mettendo la gara del Palermo in discesa. Per metà ripresa il Palermo ha dominato, dando l’impressione di poter dilagare ma non è riuscito mettere il risultato al sicuro e ha pure rischiato il clamoroso pareggio in due occasioni, nel giro di pochi minuti. Il 2 a 0 nel finale va annotato più come dato statistico che come effettiva conseguenza della superiorità in campo.
Tante cose oggi hanno funzionato meno bene del previsto e la difesa ha ballato tanto, a conferma del fatto che serve un innesto di qualità ed esperienza. I tre punti comunque sono arrivati ed era questo, in fondo, l’unico vero e obiettivo di questo debutto davanti a quasi settemila spettatori. L’Avellino, ad esempio, non è riuscito a vincere la sua gara casalinga.
Infine un plauso a Daniele Di Donato, rimasto sempre nel cuore dei tifosi. Il suo Latina gioca un bel calcio, è punito dagli episodi (rigori e infortuni) ma dimostra coraggio e merita un futuro luminoso.
( Fonte Stadio News )
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