Marco Vincenzi è stato eletto presidente del consiglio regionale del Lazio con 34 voti. Al secondo scrutinio.
Un segnale chiaro che la maggioranza ha voluto inviare, lungo l’asse Pd-Cinque Stelle. Si tornava in presenza dopo diverso tempo. Ma soprattutto si tornava nell’aula della Pisana dopo le dimissioni di Mauro Buschini, presentate dopo la vicenda legata al concorso del Comune di Allumiere, dal cui elenco-idonei il consiglio regionale del Lazio e altri enti pubblici hanno proceduto aventi quattro assunzioni definitive. Il passo indietro di Buschini c’è stato il 7 aprile scorso.

Fumata nera al primo scrutinio, quando il vicepresidente, Devid Porrello, ha annunciato che non era stato raggiunto il quorum. Il presidente del consiglio regionale viene eletto a scrutinio segreto con la maggioranza dei due terzi dei componenti. In prima battuta occorrevano 34 voti su 51. Niente da fare.
Vincenzi si è fermato a 33. Poi 7 schede bianche e 4 nulle. Al secondo tentativo, invece, il quorum si riduce a tre quinti dei componenti (31 su 51). Marco Vincenzi, capogruppo del Pd, ha ottenuto 34 voti. Poi 2 schede bianche e 2 nulle. E 6 preferenze per Angelo Tripodi (Lega).


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