SABAUDIA – «Mi pagava 20 euro per ogni incendio appiccato», il caso che ha portato agli arresti il presidente di Anc Sabaudia Enzo Cestra. Incendi boschivi dolosi, ordini impartiti al telefono e una confessione che fa discutere . Emergono nuovi dettagli dall’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari Enzo Cestra , 70 anni , presidente dell’Anc Protezione Civile di Sabaudia , accusato di incendio boschivo aggravato e truffa aggravata .

Al centro delle indagini, il racconto di un 41enne , individuato come esecutore materiale dei roghi , che ha ammesso di aver ricevuto 20 euro per ogni incendio appiccato . Un meccanismo che, secondo l’accusa, serviva a creare emergenze per ottenere contributi regionali destinati alla lotta agli incendi .


Dai roghi alla confessione: le prove raccolte dagli inquirenti

L’indagine condotta dal Nipaaf del Gruppo Carabinieri Forestali e coordinata dalla Procura di Latina ha ricostruito nei dettagli gli eventi del 28 agosto 2024 , quando due incendi dolosi hanno devastato circa 11.000 metri quadrati di bosco nelle aree di località Sorresca e via degli Artiglieri , nei pressi del Lago di Paola , in piena stagione estiva.

Le intercettazioni telefoniche e le immagini di videosorveglianza hanno permesso di individuare il 41enne , ripreso mentre si aggirava con fare sospetto nei pressi delle zone incendiate in sella a una bicicletta elettrica arancione . Poco dopo, le fiamme.

Interrogato dagli investigatori, l’uomo ha confessato:
“Sono stato io ad appiccare il fuoco. Cestra mi dava 20 euro a incendio” , spiegando di aver ricevuto istruzioni direttamente dal presidente della Protezione Civile.

Dichiarazioni che il gip Giuseppe Cario ha ritenuto credibili, tanto da firmare il provvedimento di arresti domiciliari per Cestra, mentre il 41enne non è stato sottoposto a misure cautelari per via della sua collaborazione e della sua condizione di fragilità.


Il movimento: fondi pubblici per le emergenze

Secondo le ricostruzioni della Procura di Latina , il gruppo di Protezione Civile Anc di Sabaudia ha ricevuto tra il 2021 e il 2024 oltre 32.000 euro di fondi pubblici , di cui 7.000 solo nell’ultimo anno .

Un flusso di denaro che, secondo il giudice, rappresenta un elemento chiave per comprendere il movimento degli incendi , ovvero creare emergenze per ottenere finanziamenti e rimborsi regionali destinati alla prevenzione e al contrasto degli incendi boschivi.


Paura e depistaggi: il tentativo di Cestra di sviare le indagini

Dopo l’apertura dell’inchiesta, Cestra avrebbe cercato di prendere le distanze dall’accaduto , tentando di manipolare prove e testimonianze .

In una telefonata intercettata dagli inquirenti, il presidente della Protezione Civile avrebbe manifestato il timore di essere arrestato:
“Mo’ m’arrestano… me danno gli arresti domiciliari” .

Secondo gli investigatori, Cestra avrebbe provato a retrodatare le dimissioni del 41enne dall’associazione , nel tentativo di negare ogni legame con lui. Inoltre, gli avrebbe suggerito di non parlare con gli inquirenti e, in caso contrario, scaricare su di lui tutta la responsabilità .


Il profilo del 41enne: fragilità e nessuna misura cautelare

Il gip ha evidenziato la condizione di fragilità personale del 41enne , già seguito dal Dipartimento di Salute Mentale . Il padre dell’uomo ha confermato agli inquirenti le sue difficoltà, spiegando che fin da bambino aveva avuto bisogno di supporto scolastico e psicologico .

Considerando la sua collaborazione con la giustizia e la scarsa capacità di reiterare il reato senza l’istigazione di Cestra , il giudice ha deciso di non applicare misure cautelari nei suoi confronti .

Per Cestra, invece, il rischio di reiterazione è stato considerato concreto, portando alla decisione di disporre gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico .


La Protezione Civile e il danno d’immagine

La vicenda ha creato sconcerto e indignazione , gettando un’ombra pesante sulla Protezione Civile , un’istituzione che da sempre opera per la tutela dell’ambiente e la sicurezza pubblica .

Secondo il gip Cario , l’ipotesi che un’associazione nata per contrastare gli incendi abbia invece contribuito a generarli per ottenere finanziamenti rappresenta un fatto di estrema gravità .

L’indagine non si ferma qui: gli inquirenti stanno ora approfondendo se esistano altri episodi simili e se il meccanismo di richiesta fondi possa aver coinvolto altre persone.

Nel frattempo, la comunità di Sabaudia attende risposte, mentre il caso continua a far discutere e va ricordato che vige la presunzione d’innocenza fino al terzo grado di giudizio.


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