MILANO -Muore di freddo nel cantiere delle Olimpiadi: Pietro Zantonini vigilante 55enne trovato senza vita. Un dramma silenzioso consumato durante una notte di lavoro. Pietro Zantonini, vigilante di 55 anni, è stato trovato senza vita all’interno di un cantiere collegato alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe morto a causa delle temperature rigide mentre stava svolgendo il proprio turno di sorveglianza.
Zantonini lavorava come addetto alla vigilanza notturna e, nelle ore precedenti alla tragedia, aveva manifestato ai familiari forti preoccupazioni legate alle condizioni di lavoro, in particolare al freddo intenso e ai turni prolungati in un contesto esposto alle intemperie. Parole che oggi assumono un significato drammatico.
Il corpo è stato rinvenuto dopo che l’uomo non aveva più risposto alle comunicazioni di servizio. Sul posto sono intervenuti i soccorsi e le forze dell’ordine, ma per il vigilante non c’era ormai più nulla da fare. La salma è stata posta a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti medico-legali, necessari a chiarire con esattezza le cause del decesso.
La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza sul lavoro, soprattutto nei grandi cantieri e in condizioni climatiche estreme. Sindacati e associazioni chiedono verifiche puntuali sul rispetto delle procedure, sulle dotazioni fornite ai lavoratori e sull’organizzazione dei turni.
Mentre la famiglia piange Pietro Zantonini, resta una domanda che pesa come un macigno: se si sarebbe potuto fare di più per evitare una morte che, oggi, appare ancora più ingiusta.
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