Nell’incontro in Prefettura a Latina con il Ministro Piantedosi, riflettori anche su Cassino

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La visita del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Latina, ieri 9 ottobre, è sembrata, almeno all’apparenza, un momento come tanti: un’agenda istituzionale, una stretta di mano, un confronto con i vertici delle forze dell’ordine e i sindaci del territorio. Ma dietro quella foto di rito si cela un messaggio politico e istituzionale più ampio: un segnale chiaro della centralità che sta assumendo la Procura della Repubblica di Cassino nelle dinamiche di legalità del sud del Lazio.

Tra gli invitati alla visita del Ministro c’era infatti anche il procuratore capo di Cassino, Carlo Fucci, il quale ha preso parte all’incontro su invito della Prefettura di Latina, segno di un rapporto di fiducia crescente tra il Viminale e la Procura cassinate, oggi punto di riferimento non solo nel Frusinate, ma anche nel vicino territorio pontino.

La Procura di Cassino non è nuova a inchieste delicate. Ma negli ultimi mesi ha intensificato in maniera evidente la propria presenza in ambiti nevralgici per la tenuta dello Stato di diritto: dal contrasto allo spaccio di droga nei centri medio-piccoli, alla lotta alle frode nel settore alimentare, fino ad arrivare a quello che, per molti osservatori, è il vero fronte caldo del prossimo futuro: la corruzione nella pubblica amministrazione.

Sono infatti in corso — e in parte già emerse pubblicamente — indagini che riguardano gare d’appalto, affidamenti diretti e relazioni tra enti pubblici e imprese private. Un’azione che, seppur condotta nel riserbo che impone la delicatezza di certi procedimenti, ha già acceso più di un campanello d’allarme nei palazzi del potere.

La presenza del procuratore Fucci a Latina non è stata solo formale. È la conferma di una sinergia operativa tra territori confinanti, che sempre più spesso condividono problematiche simili: infiltrazioni criminali nei subappalti, gestione opaca dei fondi pubblici, dinamiche borderline tra politica e affari.

Cassino, geograficamente a metà tra Frosinone e Latina, gioca oggi un ruolo di snodo anche giudiziario. Non è un caso che molte indagini che coinvolgono soggetti e interessi pontini siano coordinate — almeno in parte — proprio dalla Procura di Fucci.

E il Ministro dell’Interno, che su richiesta del sindaco di Latina ha accettato la visita istituzionale, ha ricevuto nei giorni precedenti anche una lettera dal Procuratore di Cassino, in cui si esprime l’auspicio di una futura tappa anche nel Cassinate, dove le criticità legate alla legalità non sono affatto inferiori rispetto al capoluogo pontino. A rafforzare ulteriormente il legame tra il Viminale e la Procura di Cassino è anche l’attualità giudiziaria. Proprio in questi giorni, Fucci ha rilasciato dichiarazioni importanti riguardo all’inchiesta sulla morte del 14enne Paolo Mendico, trovato senza vita l’11 settembre nella sua abitazione di Santi Cosma e Damiano.

Un caso che ha scosso l’opinione pubblica e che vede la Procura di Cassino impegnata sulla parte dell’indagine che coinvolge adulti, mentre la Procura minorile competente procede per quanto riguarda gli eventuali ruoli dei coetanei. Anche in questo ambito, la parola d’ordine è una sola: collaborazione istituzionale.

A chi guarda Cassino come un presidio periferico, lontano dalle dinamiche romane e dalle grandi procure metropolitane, la realtà sta dimostrando l’opposto. La procura si sta muovendo in silenzio ma con decisione, assumendo un peso specifico crescente nei territori del basso Lazio.

Il messaggio lanciato da Latina è chiaro: il Ministero dell’Interno e le prefetture del Lazio meridionale riconoscono il ruolo della Procura di Cassino non solo come presidio giudiziario, ma come attore attivo nella costruzione della legalità quotidiana. E se è vero che i magistrati non parlano molto, i fatti — e le inchieste — parlano per loro.

 


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