FONDI – Nicola Vicidomini trovato morto al Salto di Fondi: indagine archiviata, per la Procura fu suicidio. Si è ufficialmente chiusa l’inchiesta sulla morte di Nicola Vicidomini, il marittimo 56enne originario di Monte di Procida (Napoli) il cui corpo senza vita fu ritrovato l’11 ottobre 2020 tra le dune del Salto di Fondi, nei pressi della strada statale Flacca. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Barbara Cortegiano, accogliendo la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura.
A gennaio scorso era stata discussa l’opposizione all’archiviazione presentata dall’avvocato Paola De Gennaro, legale della figlia della presunta vittima. La famiglia, infatti, ha sempre nutrito forti dubbi sull’ipotesi di suicidio, chiedendo ulteriori approfondimenti, ma il caso è stato comunque archiviato.
La scomparsa e il ritrovamento del corpo
Vicidomini era scomparso il 1° ottobre 2020, dopo aver detto ai familiari di voler raggiungere Formia per incontrare degli amici. Per oltre dieci giorni non si ebbero più notizie, finché la sua auto, una Mercedes Classe A nera, venne avvistata nel primo pomeriggio dell’11 ottobre, parcheggiata proprio nella zona del Salto di Fondi. All’interno del veicolo fu trovato anche il suo telefono cellulare, spento da giorni.
Le ricerche furono attivate immediatamente dai carabinieri della Tenenza di Fondi e dalla Compagnia di Terracina, con il supporto dei vigili del fuoco, che furono proprio coloro a ritrovare il corpo privo di vita dell’uomo nel tardo pomeriggio. Il cadavere non presentava segni evidenti di violenza, ma risultava in stato di decomposizione, e secondo le prime stime la morte risaliva ad almeno una settimana prima.
Il mistero e l’interesse della trasmissione “Chi l’ha visto?”
Nel periodo della scomparsa, la famiglia – dopo aver sporto denuncia – si era anche rivolta alla trasmissione “Chi l’ha visto?”, nel tentativo di attirare l’attenzione mediatica sul caso. Tuttavia, l’indagine non ha mai prodotto elementi concreti che potessero smentire l’ipotesi di suicidio, portando alla richiesta di archiviazione da parte della Procura, poi convalidata dal gip.
La decisione, giunta a distanza di quasi cinque anni, chiude formalmente un caso rimasto per lungo tempo avvolto dal mistero, e che i familiari della vittima hanno sempre considerato un possibile cold case da approfondire ulteriormente.
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