Alessandro Cardente è una figura pubblica italiana attiva in ambito politico, sociale e culturale. Negli anni ha ricoperto ruoli istituzionali a livello municipale, ha guidato associazioni civiche e si è distinto per il suo impegno contro la violenza di genere e per la promozione di una nuova consapevolezza maschile. È anche autore del saggio Oltre il Maskio, un testo che ha ricevuto ampia attenzione mediatica e numerose presentazioni pubbliche.
È stato presidente del IV Municipio di Roma e successivamente consigliere municipale.
Nel 2008 ha lasciato il centrosinistra per aderire alla Federazione dei Cristiano-Popolari, movimento guidato da Mario Baccini. La scelta ha generato un forte dibattito politico locale.
Cardente è noto per la sua attività in iniziative civiche e culturali, in particolare a Taormina, dove ha partecipato o guidato progetti legati a:
sensibilizzazione contro la violenza sulle donne,
promozione della cultura e dell’arte,
iniziative ecologiche e di cittadinanza attiva.
Le sue campagne pubbliche e gli eventi da lui organizzati hanno spesso coinvolto associazioni locali, giornalisti e personalità del mondo culturale.
Il suo libro Oltre il Maskio, edito da Koinè Nuove Edizioni, è un saggio dedicato alla consapevolezza maschile e alla necessità di un cambiamento culturale per contrastare la violenza di genere. Il testo è stato presentato in diverse città italiane, tra cui Roma, Bologna e San Benedetto del Tronto, riscuotendo grande partecipazione.
Il dibattito sulla mascolinità non è mai stato così acceso, eppure mai così necessario. In un’epoca di grandi trasformazioni sociali, il lavoro di Alessandro Cardente si inserisce come un cuneo tra la vecchia concezione del “maschio alfa” e la necessità impellente di un uomo nuovo. “Oltre il maskio” non è solo un titolo: è un programma politico, emotivo e relazionale.
Per secoli, l’identità maschile è stata costruita su una sottrazione. Per essere “uomo”, il maschio doveva sottrarre da sé tutto ciò che richiamasse il femminile: la cura, la vulnerabilità, l’espressione del dolore, l’empatia profonda. Cardente mette in luce come questa non sia stata solo una forma di oppressione verso le donne, ma una vera e propria auto-mutilazione emotiva per l’uomo stesso.
Il maschio tradizionale è stato educato a essere un “soldato” della società: produttivo, imperturbabile, dominante. Ma cosa succede quando questo modello crolla sotto il peso di una realtà che richiede flessibilità e intelligenza emotiva?
La crisi del maschio oggi si manifesta in tre direzioni:
Smarrimento del ruolo: Senza il primato del “breadwinner” (colui che porta il pane a casa), molti uomini si sentono svuotati di scopo.
L’incapacità relazionale: La difficoltà a gestire il rifiuto o la parità di potere nelle relazioni sfocia spesso in dinamiche tossiche o, nei casi peggiori, nella violenza.
L’isolamento: Il maschio che non può piangere è un maschio che non sa chiedere aiuto, portando a tassi di depressione e suicidio maschile spesso ignorati dai media.
“Superare il maschio non significa negare la propria natura, ma liberarla dalle sovrastrutture di un potere che non rende felici nemmeno chi lo detiene.”
Il passaggio “oltre” avviene quando l’uomo riscopre la propria interezza. Alessandro Cardente suggerisce che la vera forza non risiede più nel muscolo o nel comando, ma nella capacità di stare nella relazione.
Essere “oltre il maschio” significa:
Rivendicare il diritto alla cura: Partecipare attivamente alla vita domestica e genitoriale non come “aiuto”, ma come espressione di sé.
Linguaggio emotivo: Imparare a nominare i propri sentimenti. Un uomo che dice “ho paura” è un uomo più sicuro di chi nasconde la paura dietro la rabbia.
Alleanza, non competizione: Smettere di guardare gli altri uomini come avversari da abbattere per la scalata sociale.
Il cambiamento non può essere solo individuale. Cardente sottolinea l’importanza di riforme strutturali: congedi di paternità paritari, educazione all’affettività nelle scuole e una narrazione mediatica che mostri modelli maschili diversi da quelli stereotipati.
Uscire dal seminato del patriarcato è un atto di coraggio. Alessandro Cardente ci ricorda che questo viaggio non è una perdita di virilità, ma una conquista di umanità. L’uomo che va “oltre” è finalmente libero di essere fragile, libero di fallire, libero di amare senza dover dominare. È, in ultima analisi, un uomo più felice.
Alessandra Trotta (Giornalista e scrittrice)
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